Abbiamo già dato una definizione della rabbia, o ira, una delle emozioni di base che caratterizza tanto l’essere umano quanto la maggior parte degli animali.
Se esistono diversi tipi di rabbia in relazione alla causa della stessa, esistono anche diversi modi di manifestarla. Tra questi troviamo due gruppi principali, che sono l’ira passiva e l’ira attiva.
La seconda è semplice da capire: quando si aggrediscono gli altri, o si fa un’azione attiva, siamo nella parte appunto attiva; più difficile da riconoscere è l’ira passiva, nelle sue sfaccettature che andiamo a vedere.
1. L’elusività
Quando una persona volta le spalle agli altri, si tira indietro e a volte diventa addirittura fobico, ha paura di affrontare una situazione, questa potrebbe essere una manifestazione di rabbia, e non di timore.
Saperla riconoscere è molto importante, perché la persona è arrabbiata verso qualcuno o qualcosa, non ne è impaurita; porta le energie dentro di sé, ma le energie ci sono e sono disponibili. E’ importante anche saperla riconoscere in noi stessi, per capire verso chi o cosa siamo arrabbiati.
2. Il distacco
Il distacco è essenzialmente l’indifferenza, “il muso”, fare finta di nulla mentre dentro si ribolle.
Riconoscere un sorriso falso da un sorriso vero (nel falso non ci sono rughette intorno agli occhi) è molto importante per capire se una persona sia veramente felice o sia arrabbiata, perché le conseguenze dei due stati psicologici possono essere molto diversi tra loro.
3. La finta riservatezza
Quando non si manifesta la rabbia contro una persona specifica direttamente, ma lo si fa in altri modi (ad esempio spettegolando, oppure minacciando, o parlandone male) si parla di finta riservatezza.
E’ una delle tipologie più difficili da scoprire negli altri, che parlano alle spalle, mentre se siamo noi a farlo è utile capire con chi ce l’abbiamo e circoscrivere il problema per cercare di affrontarlo in modo diretto.
4. L’autosacrificio
Anche essere eccessivamente disponibili e accontentarsi di una seconda scelta, anziché della prima e più desiderabile, è un modo di manifestare la rabbia.
E’ uno dei modi peggiori, in quanto facendo gli “eterni secondi” inviamo l’energia dell’ira verso noi stessi, rovinando in qualche modo noi stessi; bisogna far emergere, anche in questo caso, qual è il problema principale.
5. L’autobiasimazione
In questo caso la persona arrabbiata si scusa continuamente, si autocritica ed accetta le critiche altrui senza controbattere.
E’ un altro modo per manifestare la rabbia verso noi stessi, ferire noi stessi, piuttosto che reagire contro gli altri. A lungo andare diventa una vera e propria “linea di pensiero”, che non tende a placarsi e può essere dannosa per la nostra vita futura.