La tentazione di giudicare gli altri per un loro comportamento o modo di fare è un’esperienza comune per la maggior parte delle persone.

Pensare qualcosa di positivo o, soprattutto, negativo, sugli altri non solo rischia di fornirci un giudizio molto affrettato, ma anche di allontanare da noi quella persona senza alcun motivo. Inoltre c’è il rischio che, giudicando, rimaniamo sempre più chiusi nella nostra mentalità.

Insomma, giudicare in generale non è mai positivo, ed è per questo che è giusto chiedersi: è possibile evitare di farlo? E in che modo?

1. Riflettere prima di pensare nel bene o nel male

Se ci viene in mente un giudizio su una persona (visto che non si può evitare), riflettiamo su quel giudizio prima di esprimere un’opinione.

Se una persona non ci piace per un suo comportamento, proviamo a pensare che potrebbe averlo fatto perché è arrabbiata, o perché ha dei validi motivi, o perché quello è il suo carattere. Potremmo trovare una soluzione logica per quel comportamento.

2. Pensare che siamo tutti diversi

Non tutti siamo uguali, e non tutti abbiamo gli stessi comportamenti.

Non si possono giudicare le persone perché si comportano in modo diverso da noi, anche perché noi ci comportiamo in modo diverso da loro. E non dobbiamo dimenticarlo.

3. Cercare di immedesimarsi nell’altra persona

Chiedersi il perché di un certo comportamento, cercando di immedesimarsi nell’altra persona, è un buon modo per evitare di giudicare.

Infatti, se una persona non si comporta come noi possiamo cercare di “entrare nella mente” dell’altra persona e scoprire perché ha quel tipo di comportamento. Potremmo notare che ci sono dei motivi validi.

4. Guardiare il nostro comportamento

Interessante, prima di esprimere un giudizio, può essere anche quello di chiedere come ci saremmo comportati noi.

La risposta sarà probabilmente “in modo diverso”, però non si può escludere che i comportamenti abbiano dei tratti simili l’uno all’altro.

5. Ricordare che le apparenze ingannano

Ci vuole una frazione di secondo ad esprimere un giudizio, perché è un fenomeno involontario, in cui il corpo “analizza” brevemente chi abbiamo davanti, a partire da pochi elementi, e ci da un responso.

Un responso che è un’apparenza, che non necessariamente (anzi, quasi mai) risponde poi al vero. Sembra banale, ma l’apparenza inganna.