Quando una relazione finisce, le situazioni possono essere sostanzialmente due: o volevamo che quella relazione finisse, per motivi vari, oppure non lo volevamo.

Nel primo caso il distacco può essere difficile da affrontare, ma mai quanto nel secondo caso, cioè quando ad essere lasciati siamo noi: in questo caso l’affronto può essere davvero pesante. Ecco quindi cinque consigli che possono aiutare in un momento del genere dal punto di vista psicologico.

1. Ascoltare musica triste

Si, sembra strano, ma la psicologia è abbastanza chiara su questo: la musica triste ci stimola delle sensazioni in cui possiamo immedesimarci.

Paradossalmente, per la nostra mente, sapere che c’è qualcuno che ha vissuto il dolore che abbiamo vissuto noi aiuta a superare la situazione.

 

2. Riflettere sulla separazione

La separazione dall’altra persona ha sempre un significato, che dobbiamo capire, perché solo capendolo riusciamo ad accettarlo definitivamente.

E’ per questo che è importante riflettere su quello che abbiamo passato, riuscendo così a dare una spiegazione: può essere colpa nostra o dell’altra persona, ma potremo iniziare ad accettare; non accettando si innesca un circolo vizioso da cui è difficile uscire.

 

3. Provare qualcosa di nuovo

La separazione può essere un momento importante per uscire dagli schemi e anche per conoscere meglio noi stessi.

Provare qualcosa di nuovo non solo ci permette di scoprire meglio noi stessi, ma anche di darci una nuova identità, quando la vecchia era inevitabilmente legata alla persona che abbiamo lasciato.

 

4. Crearsi una nuova routine

Creare una nuova routine, una nuova normalità, è essenziale per poter superare la separazione.

Mantenere la vecchia, tranne nei limiti del necessario (per esempio, il lavoro) fa continuamente ripensare ai “vuoti” della separazione.

 

5. Provare a tornare indietro

Una possibilità è anche quella di provare a tornare indietro, cioè provare a tornare con l’ex, se ci sono i presupposti.

Tuttavia, prima del ritorno ci deve essere un cambiamento, e comunque il ritorno deve essere attivo, non si deve aspettare che sia l’altro a tornare. O si cerca di fare qualcosa attivamente, oppure meglio lasciar perdere.