Quando si parla di dipendenza, generalmente si pensa alla dipendenza da qualcosa di negativo come il sesso, l’alcool o la droga.

Ci sono forme di dipendenza che, però, spesso sono meno chiare ma non per questo meno pericolose: la diepndenza affettiva, per esempio, è la dipendenza dal proprio partner. Affonda le radici nella storia di un bambino che non è stato amato abbastanza, e la paura di perdere l’altro è così alta che una persona si dedica completamente all’altro, quasi soffocandolo.

Questo fa scappare l’altro, e aumenta nell’affetto da dipendenza la sua ricerca, in un circolo che di solito si conclude nel modo peggiore possibile.

1. Star bene con l’altro

In tutti i rapporti di coppia si sta bene con l’altra persona, ma se il vederla da un senso di ebbrezza ed euforia, quasi fosse una droga, c’è chiaramente qualcosa che non va.

Nel rapporto di coppia non dovrebbe esserci una situazione del genere, ma una sensazione di tranquillità quando si sta con l’altra persona.

2. Il tempo crescente di relazione

Il dipendente affettivo cerca di passare sempre più tempo con il partner, e quello a disposizione non basta mai.

Questo diventa sempre più pesante per l’altra persona, ma per il dipendente affettivo l’euforia di stare con l’altro, epr avere effetto, richiede tempi sempre maggiori. Proprio come accade per gli altri tipi di dipendenza.

3. I sintomi dell’astinenza

Quando l’altro non c’è, la vita perde di senso. In generale, il dipendente affettivo non ha passioni, non riesce a distrarsi, non pensa ad altro che a passare del tempo con il proprio partner.

Non vedersi per un po’ di tempo diventa quindi una paura continua, e una vita senza l’altro non è immaginabile. L’individualità è completamente sacrificata.

4. Il mancato controllo del comportamento

Quando c’è una situazione del genere, sono presenti situazioni di ira e manifestazioni di paura, che si trasformano in scene di gelosia e pianti.

È un comportamento difficile da controllare, e questo dipende dai punti che abbiamo visto qui sopra; la paura della perdita diventa ossessiva, e i comportamenti sempre meno controllati, cosa che spesso porta all’effetto esattamente opposto rispetto a quello desiderato dal dipendente.