Le bufale sono uno dei problemi più gravi dei nostri giorni, una categoria di notizie completamente false a cui, però, crede tantissima gente.

Ma perché crediamo alle bufale, e qual è il motivo per cui continuiamo a crederci nonostante sappiamo che, specialmente sui social network, le notizie false quasi equivalgono, per numero, a quelle vere?

1. Sono coerenti con la realtà

Noi non crediamo a tutte le bufale, ma solo a quelle plausibili. Infatti, se qualcuno dicesse che i marziani bombardano la terra, probabilmente non ci crederemmo perché non ne abbiamo prove oggettive.

Invece, le bufale a cui crediamo sono sempre plausibili, per cui non ci sono elementi (immediati) che ci fanno chiedere se sia vero o no.

2. Stimolano delle reazioni emotive

La mente emotiva è molto più veloce a pensare rispetto a quella razionale.

Per questo, se una notizia ci provoca un’emozione, come la rabbia, questa prevarrà sulla mente razionale e la renderà vera alla nostra mente, che non ci ragionerà sopra.

3. Perché è in linea con le nostre idee

Se siamo razzisti, tenderemo a credere alle bufale razziste, se crediamo agli alieni crederemo alle bufale che ci riguardano.

L’appagamento che le bufale a cui crediamo (che non sono tutte) ci fornisce fa sì che prendiamo quella notizia per vera solo perché conforme ai nostri ideali.

4. Perché le credono gli altri

Se fossimo i primi a leggere una notizia e a crederci, qualche dubbio forse verrebbe, ma la caratteristica delle notizie false è che spesso sono gli altri a crederci prima di noi.

Se ci hanno creduto gli altri dovrà essere vera, e questo ragionamento “fatto dagli altri” ci impedisce la fatica di fare un ragionamento con la nostra mente.

5. Perché non vogliamo cercare la verità

Quando il nostro cervello è messo davanti a un fenomeno che non comprendiamo, tendiamo a cercare la risposta più semplice.

Questo ci evita la fatica di dover cercare una spiegazione a quel fenomeno, offrendone una facilmente comprensibile. Per smontare una bufala bisogna cercare le fonti, che è un lavoro (e può richiedere diverso tempo), per cui è meglio per il nostro cervello credere e non approfondire.