Se vi ritenete immuni dalle pubblicità, se pensate di non essere condizionati da ciò che vi viene mostrato ogni giorno in varie modalità… vi state sbagliando.
Se le aziende investono tanto in pubblicità, e continuano a farlo, significa una cosa sola: la pubblicità funziona, e funziona per tutti. Non a tutti, magari, fa effetto la stessa cosa, c’è chi è colpito da un prodotto o servizio e chi da altri, ma nel complesso non c’è pubblicità che non funzioni.
In questo articolo scopriremo i quattro meccanismi principali del suo funzionamento, meccanismi che a tutti gli effetti sono psicologici.
1. La ripetizione meccanica
Questo tipo di pubblicità consiste nel ripetere molto la stessa cosa, come uno slogan, così che “entri” nella mente di chi guarda.
La ripetizione può essere sullo stesso media (più spot uguali in TV) o su tanti media diversi, e spinge all’acquisto grazie all’esposizione continua.
2. La persuasione
Questa forma pubblicitaria serve a far pensare che il prodotto sia migliore degli altri della stessa categoria.
Questo tipo di pubblicità fa confronti, sminuisce i prodotti avversari e fa focus su alcune caratteristiche, sfruttando così la ricerca del “meglio” da parte delle persone.
3. La proiezione
Si basa sul fatto che le persone si proiettino verso una vita che non è la loro.
Sfrutta così le situazioni, la felicità, un particolare modello di vita che la persona vorrebbe poter raggiungere e, naturalmente, fa intuire che è possibile farlo grazie a quel prodotto. Di solito è indirizzato ad una specifica nicchia di mercato, anche piuttosto piccola.
4. La suggestione
La suggestione serve a ridurre le emozioni negative, per attirare la persona verso un prodotto che risolverà i suoi problemi.
Fa focus quindi sul problema, facendo intendere che il prodotto sarà in grado di eliminarlo, e cerca di far focus sulle persone che, nello specifico, hanno quel problema.