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7 consigli per i genitori, per iniziare il nuovo anno nel migliore dei modi

Essere genitori oggi significa muoversi in un territorio affollato di aspettative, giudizi impliciti e modelli spesso contraddittori. Ogni scelta sembra dover essere giustificata, spiegata, difesa. L’educazione gentile, l’iperstimolazione, il rapporto con la tecnologia, il confronto continuo con altri genitori e con narrazioni idealizzate contribuiscono a creare una sensazione diffusa di affaticamento emotivo. Non è raro che madri e padri si sentano contemporaneamente inadeguati, sotto pressione e costantemente in ritardo rispetto a un ideale irraggiungibile.

Il nuovo anno, più che un momento di svolta simbolica, può diventare un’occasione concreta per rimettere a fuoco le priorità educative. Non servono propositi ambiziosi o cambiamenti radicali, ma scelte quotidiane più consapevoli, capaci di alleggerire il clima familiare e restituire senso al ruolo genitoriale. I sette consigli che seguono non promettono soluzioni rapide, ma invitano a un cambio di postura, prima ancora che di comportamento.

1. Interrompere il circolo della colpa

Il senso di colpa è diventato una presenza costante nella genitorialità contemporanea. Colpa per il tempo, per il lavoro, per la stanchezza, per le scelte educative. Eppure, il tempo speso a rimuginare raramente produce un cambiamento reale. Se qualcosa non convince, l’unica strada utile è intervenire in modo concreto.

Preoccuparsi dell’alimentazione di un figlio può diventare l’occasione per riorganizzare i pasti, chiedere supporto, informarsi meglio. L’ansia per il rendimento scolastico può tradursi in un dialogo più aperto o in un aiuto mirato. Continuare a sentirsi in colpa, invece, rischia di trasformarsi in una forma di autoassoluzione sterile. Il nuovo anno può essere il momento giusto per smettere di dirsi che “si fa quello che si può” e iniziare a fare, anche in modo imperfetto, ciò che serve davvero.

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2. Rinunciare all’idea di dover intrattenere sempre i figli

Molti genitori vivono con l’impressione di dover riempire ogni momento libero dei propri figli, come se la noia fosse un nemico da evitare a ogni costo. In realtà, la capacità di stare nel vuoto, di tollerare l’assenza di stimoli immediati, è una competenza fondamentale. La noia favorisce l’autoregolazione emotiva, stimola l’immaginazione e rafforza l’autonomia. Un bambino che impara a inventare, a osservare, a trovare soluzioni personali sviluppa risorse che torneranno utili anche in età adulta. Smettere di intrattenere non significa disinteressarsi, ma lasciare spazio, osservare, sostenere senza intervenire continuamente.

3. Ridimensionare il rapporto con gli schermi, partendo da sé

Il tema del tempo trascorso davanti agli schermi riguarda l’intero sistema familiare, non soltanto i bambini. Prima di stabilire regole, può essere utile osservare le proprie abitudini. Molti dispositivi permettono di monitorare il tempo di utilizzo quotidiano, offrendo un dato oggettivo da cui partire. Ridurre gradualmente la presenza dello schermo apre spazio ad attività semplici ma dense: giochi da tavolo, lettura condivisa, tempo all’aperto. I bambini apprendono più da ciò che vedono che da ciò che viene loro imposto. Se un genitore è costantemente assorbito dal telefono, il messaggio implicito è chiaro. Il cambiamento, in questo caso, passa soprattutto dall’esempio.

4. Mettere la relazione al centro

In un contesto dominato da orari, impegni e agende sempre piene, la relazione rischia di diventare secondaria. Eppure, ciò che resta ai figli nel tempo non è la precisione organizzativa, ma la qualità della presenza emotiva.
Dare priorità alla connessione significa essere disponibili all’ascolto, anche quando è scomodo, rinunciare a qualche rigidità quando il momento lo richiede, riconoscere l’importanza di uno sguardo, di una conversazione non funzionale a uno scopo immediato. I bambini che crescono sentendosi visti e considerati sviluppano maggiore sicurezza e una più solida capacità di entrare in relazione con gli altri.

5. Non educare per adeguarsi alla cultura dominante

Una delle frasi più ricorrenti nella genitorialità è “lo fanno tutti”. Amici, compagni di scuola, contesti sociali esercitano una pressione costante, spesso sottovalutata. Educare, però, significa scegliere, non adattarsi automaticamente.
Avere una direzione chiara non equivale a essere rigidi o oppositivi, ma a dare coerenza alle proprie scelte. Se qualcosa non rispecchia i valori della famiglia, può essere rimandato, modificato o escluso. Non per proteggere i figli dal mondo, ma per aiutarli a costruire un’identità solida, capace di confrontarsi con la realtà senza esserne travolta.

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6. Prendersi cura della propria salute fisica

Il benessere dei genitori ha un impatto diretto sul clima familiare. Energia, pazienza e disponibilità emotiva sono strettamente legate alla condizione fisica. Integrare il movimento nella vita quotidiana, anche in modo semplice, può fare una differenza significativa. Camminare insieme, fare stretching, partecipare a un’attività condivisa trasmette un messaggio potente: la cura di sé non è un optional, ma una responsabilità. I figli osservano e interiorizzano molto più di quanto venga detto loro esplicitamente. Un genitore che si prende cura del proprio corpo offre un modello di equilibrio, non di perfezione.

7. Recuperare il piacere di stare insieme

La sensazione che il tempo scorra troppo velocemente è spesso legata a una presenza parziale. Ridere di più, giocare, raccontarsi non sono distrazioni, ma elementi fondamentali della vita familiare. Condividere parti della propria storia, inclusi errori e difficoltà, aiuta i figli a comprendere che crescere significa attraversare anche momenti complessi.

Godersi la vita non implica irresponsabilità, ma partecipazione attiva. Essere presenti nei momenti ordinari, senza aspettare occasioni speciali, restituisce profondità all’esperienza quotidiana. Essere genitori non richiede perfezione, ma intenzionalità. Questi sette consigli non aggiungono peso, semmai invitano a lasciar andare ciò che non serve più. Ridurre il rumore di fondo, fare spazio alla relazione, scegliere con maggiore lucidità. Il nuovo anno può diventare l’inizio di una genitorialità meno affaticata e più autentica, capace di sostenere i figli senza smarrire sé stessa.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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