L’aumento di peso dipende essenzialmente, sempre, dal mangiare troppo. Non c’è modo di accumulare grassi corporei se non mangiando, per cui tendenzialmente smettere di mangiare aiuta sempre a perdere peso.
A volte, però, il fatto di mangiare tanto dipende da problemi psicologici che possono essere più o meno evidenti: ci sono molti modi in cui psicologia e aumento di peso sono collegati, e noi vi riportiamo i principali.
1. Il cibo come piacere
Mangiare è un piacere, per il nostro corpo, che si esplica attraverso il rilascio di un’ormone, la serotonina, ormone che ci da sensazione di piacere.
Come per altri piaceri, quando si mangia si ha produzione di questo ormone, e ciò fa sì che il cervello associ proprio il cibo al piacere: per essere felici si tende quindi a mangiare di più fino a “sentirsi sazi”. Così, però, si ingrassa.
2. Il cibo come ritorno all’infanzia
Per molte persone, mangiare tanto è un ritorno all’infanzia, una situazione piacevole di cui il cibo faceva parte.
Se una persona aveva piacere a passare tanto tempo e a mangiare con la nonna, il cibo aprirà la strada ad una serie di ricordi positivi che lo faranno sentire più tranquillo: se il problema dell’ingrassamento è grave, bisogna approfondire questo legame e capire come poterlo sciogliere, per evitare problemi più gravi.
3. Il cibo nelle relazioni sociali
Il cibo, in certi casi, viene visto come una relazione sociale: il cibo è cultura, cambia da posto a posto, e per molte persone è irrinunciabile una “cena fuori” con gli amici, oppure mangiare una certa pietanza alla domenica perché “è domenica”.
Non farlo significherebbe, almeno secondo chi lo fa, perdere una relazione sociale, ed è proprio per questo motivo che la persona tende a mangiare di più.
4. Il cibo come gratificazione emotiva
Quando non ci sono altre gratificazioni, per il meccanismo della serotonina che abbiamo visto al punto 1 il corpo tende a cercare il cibo come forma di gratificazione.
Il nostro corpo ha necessità di tranquillità, e specialmente quando consuma molte energie inutilmente (ansia continua, paura, rabbia che non si placa), sia per necessità fisiologiche (le energie perse vanno reintrodotte con il cibo), sia per necessità emotive, si tende a mangiare di più e quindi ad ingrassare.
5. Il cibo come sostituto delle relazioni sociali
Nei casi più gravi, il cibo diventa addirittura un sostituto delle relazioni sociali: quando siamo soli, tendiamo ad esasperare quanto visto al punto precedente e cerchiamo nel cibo quella gratificazione che non troviamo nelle relazioni.
Qui, quindi, il cibo non è un modo per mantenere una relazione, ma per sostituire quella relazione, e a lungo andare il problema dell’aumento di peso diventa molto importante.