La preoccupazione eccessiva da molti non viene considerata un vero problema, perché si pensa che preoccuparsi sia un atteggiamento che indica il volersi prendere cura degli altri, e preoccuparsi del loro stato di benessere. Preoccuparsi infatti, nella maggior parte dei casi si rivela come un sinonimo di responsabilità, prevenzione dei rischi, attenzione e cura verso l’altro. Quando la preoccupazione eccessiva però prende il sopravvento, il rischio è quello di sovraccaricarsi di stare costantemente in allarme, facendo sì che il cervello rimanga sempre in uno stato di allerta. Vediamo nel dettaglio in questa guida la preoccupazione eccessiva come può minare il proprio stato di salute psicologico e non solo.
Che cosa si intende per preoccupazione eccessiva
La preoccupazione eccessiva non fa riferimento al normale preoccuparsi quando c’è un’attesa, quando si ha un esame, o nel momento in cui si sta vivendo un momento di incertezza. La preoccupazione diventa eccessiva quando non si vede mai una possibilità futura, gli scenari sono sempre negativi, le decisioni vengono costantemente rimandate a causa dell’ansia che accompagna la preoccupazione.
Questa forma eccessiva di preoccupazione non porta a delle soluzioni, ma mantiene la mente in uno stato di estrema tensione, così anche nei momenti in cui sembra ci sia una calma apparente, il pensiero continua a rimanere attivo come se stesse sempre per anticipare un avvenimento negativo.
Con il tempo questo assetto mentale diventa un’abitudine e una parte del proprio carattere, rendendo così sempre più difficile riuscire a riconoscere l’impatto che può avere sulla propria mente.
Perché coinvolge anche il corpo?
La preoccupazione eccessiva non rimane confinata nella mente perché il corpo risponde ai pensieri ripetitivi come risponderebbe a una minaccia reale. Il sistema nervoso interpreta l’allerta costante come un segnale di pericolo, attivando risposte fisiologiche legate allo stress:
- aumento della tensione muscolare
- modifiche del respiro,
- rilascio prolungato di ormoni come il cortisolo.
Se questo stato si protrae nel tempo, l’organismo fatica a tornare a una condizione di equilibrio. A causa di un affaticamento progressivo che riduce di conseguenza la capacità di recupero. Il corpo, dunque, resta pronto a reagire, ma perde al contempo la possibilità di rilassarsi.
Un altro degli effetti della preoccupazione eccessiva è quello che incide sul benessere del sistema cardiovascolare. Quando lo stato di allerta diventa abituale, il cuore tende a lavorare più del necessario anche in condizioni di riposo, con una frequenza che può restare elevata e una pressione che fatica a stabilizzarsi, non sempre ci si fa caso subito. Nel lungo periodo, questo sovraccarico continuo contribuisce anche a un peggioramento della salute cardiovascolare, soprattutto se associato ad altri fattori di rischio.
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Effetti della preoccupazione eccessiva su sistema immunitario e recupero
La preoccupazione eccessiva incide anche sulla capacità dell’organismo di difendersi e rigenerarsi. Lo stress cronico tende a interferire con il funzionamento del sistema immunitario, rendendo più difficile affrontare infezioni, infiammazioni e processi di guarigione. Alcune persone notano di ammalarsi più facilmente o di recuperare più lentamente dopo periodi impegnativi, anche senza una causa evidente.
Questo accade perché il corpo, impegnato a mantenere uno stato di vigilanza costante, destina meno risorse alle funzioni di riparazione, si tratta di un effetto silenzioso, che si accumula nel tempo e che spesso viene sottovalutato.
Sonno, concentrazione e qualità della vita
Infine, tra i segnali più comuni della preoccupazione eccessiva rientrano le difficoltà legate al sonno. I pensieri tendono a intensificarsi nel periodo serale, quando gli stimoli esterni diminuiscono, rendendo più difficile addormentarsi o mantenere un riposo profondo.
Così può succedere che anche dopo aver dormito per diverse ore non ci si senta bene ma si avverta una costante sensazione di stanchezza persistente. Questo è dovuto a una mancanza di recupero che va ad influire su: concentrazione; memoria; capacità di prendere delle decisioni in modo lucido.
Questo stress nella quotidianità si traduce in uno stato di irritabilità, incapacità a portare a termine dei compiti, una sensazione di affaticamento costante che finisce per andare a influire ulteriormente sul proprio stato di salute e sul livello di preoccupazione.
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