La nostra psicologia è qualcosa di molto complesso e difficile da capire. Quando qualcuno vuole farci del male, sul piano fisico sia su quello psicologico, può farlo in diversi modi, e uno di questi è la manipolazione mentale, che può arrivare ad annullare la persona per sottoporsi solamente ai voleri dell’altro. In pratica, la manipolazione può effettivamente controllare le vite e i metodi per farlo sono davvero tanti.
Proprio per questo motivo, e saperne di più sul capire quando una persona vicina a noi lo sta facendo, abbiamo di seguito riassunto i cinque modi in cui si può manipolare psicologicamente l’altra persona. Scopriamoli insieme!
Instaurare il dubbio
Instaurare il dubbio è uno dei primi passi per controllare una persona, facendole credere cose che non sono vere. Vi è mai capitato che qualcuno vi chieda “ma sei sicuro di averlo detto?”.
L’altro potrebbe ricordare in modo diverso da noi, certo, ma anche ricordare esattamente come noi e farci credere il contrario, per metterci un dubbio: non sarò io che sto sbagliando? Questo porta inevitabilmente ad affidarsi all’altra persona per sapere se ricordiamo bene o no, con una forma di abuso psicologico.
Il silenzio
Paradossalmente, anche il non sapere che cosa pensa l’altro instaura il dubbio, avendo così la stessa conseguenza che abbiamo appena descritto; ma questo si può ottenere attraverso il silenzio, ovvero non facendo nulla.
La persona silenziosa è imperscrutabile, e non sappiamo che cosa passi nella sua mente. Non sappiamo mai se facciamo bene o sbagliamo, e ciò ci convince sempre di più a considerare corretto quello che fa l’altro.
Le intimidazioni nascoste
Spingere la persona ad avere paura è un ottimo modo per farle fare quello che si vuole, ma non sempre serve una pistola o altri metodi eclatanti per farlo.
A volte basta una frase del tipo “se continui così succederà”, “se non fai questo succederà”, frasi in cui la persona che manipola sentenzia qualcosa di negativo come conseguenza dell’azione specifica della persona manipolata. La persona manipolata si sente intimidita da quello che potrebbe succedere in conseguenza delle sue azioni, e fa quello che vuole l’altro.
Il vittimismo
Probabilmente tutti abbiamo conosciuto una persona che, nella vita, “faceva la vittima”. Qualunque cosa succedeva, quella persona ci perdeva sempre, e ce lo faceva pesare: questo è il vittimismo, ed è una forma di manipolazione.
Perché l’altra persona, che può anche essere più forte, sviluppa una forma di empatia (poverino…) verso di lui, così da fare quello che lui dice. Anche se lui sembra il più debole, quindi, in realtà sta manipolando.
La proiezione
Accusare altri di un comportamento nostro (e negativo) è un’ultima forma di abuso psicologico. Se, infatti, accusiamo un altro di mentire (quando sappiamo benissimo che non lo fa) mentre siamo noi a mentire, o accusiamo un altro di arrabbiarsi quando siamo noi a farlo, significa proiettare sull’altro i nostri problemi.
Una persona emotivamente forte può resistere, ma se c’è debolezza da questo punto di vista si rischia di essere controllati dall’altra persona.