I colloqui di lavoro sono uno dei “gradini” fondamentali da superare quando si è alla ricerca di un impiego. In un colloquio di lavoro dobbiamo essere in grado di dimostrare le nostre capacità in pochi minuti, e bisogna essere in grado di fornire la nostra immagine migliore quando ci si presenta.

Però ci sono una serie di errori da non fare quando si cerca un lavoro, sia nel colloquio in sé, sia prima dello stesso: ecco quali sono i più frequenti nel nostro paese.

1. La reputazione digitale negativa

Se dovessimo superare brillantemente il colloquio, e l’azienda fosse interessata a chiamarci per il lavoro, possiamo stare tranquilli che verranno controllati i nostri profili social.

Il profilo dice di noi molto più di quello che può dire il colloquio, ed è per questo che dobbiamo fare attenzione a curarli il più possibile ed evitare le cose che potrebbero “incastrarci” quando si inizia a cercare lavoro.

2. Non saper comunicare

Fare delle prove prima del curriculum è una cosa che in molti si dimenticano, ma è determinante nella buona riuscita del colloquio.

Sbagliare in questa fase può significare mandare a monte l’intero colloquio. Bisogna infatti saper comunicare le nostre esperienze passate, sia con le parole che con il corpo (comunicazione non verbale); averle ma non saperle far valere non serve per avere un esito positivo.

3. Una presentazione generica

Il colloquio è un modo per l’azienda che permette di capire quanto si è disposti a lavorare in quell’azienda, piuttosto che in un’altra.

Se ci presentiamo in modo generico, magari senza sapere nemmeno di che cosa si occupa quella attività, chi la rappresenta non sarà interessato a scegliere noi piuttosto che un altro, magari per trovare poi una persona che se ne va dopo pochi giorni perché non aveva capito di che lavoro si trattava…

4. Un curriculum sbagliato

Il curriculum è la base per il colloquio di lavoro, perché è l’unico documento che l’azienda ha in mano prima di conoscerci di persona.

Dal curriculum si generano delle aspettative, che poi dobbiamo rispettare: scrivere che conosciamo una lingua straniera e poi non la conosciamo, per esempio, fa perdere di credibilità tutte le informazioni che abbiamo scritto.

5. Non fare domande

Di solito ci si aspetta che in un colloquio sia chi tiene il colloquio a chiedere, mentre il candidato si limita a rispondere. In realtà non è così.

Quando una persona è interessata al lavoro è propositiva, fa essa stessa domande a chi sta facendo il colloquio, e questa cosa (se non si esagera) è vista come positiva: chi non fa domande denota uno scarso interesse per il lavoro.