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Eccessiva empatia: come rompere le catene di una connessione emotiva

In ogni amicizia profonda, in ogni legame familiare, vi sono momenti in cui le barriere tra due individui sembrano svanire. Pensate al vostro migliore amico: siete così affiatati da poter prevedere le parole dell’altro prima ancora che le pronunci. Oppure, considerate un familiare che attraversa una rottura: potete percepirne il dolore come se fosse il vostro, soprattutto se avete sperimentato una situazione simile. Ma quali sono i meccanismi dietro queste connessioni emotive?

Simpatia vs Empatia

Mentre la simpatia rappresenta una forma di compassione, un modo per riconoscere il dolore di qualcun altro, l’empatia va oltre. Essa implica una comprensione profonda, quasi come se indossassimo le scarpe dell’altro. Quando la nostra amica confida la sua tristezza nel non riuscire a concepire, anche se non desideriamo personalmente quel percorso, possiamo percepire la profondità del suo dolore.

Ma vi è un livello ancora più profondo, quasi un territorio sconosciuto: l’invischiamento. Qui, non esiste più una separazione netta tra le emozioni di due individui. La tristezza o l’ansia dell’altro diventano rapidamente le nostre. Ma cosa succede quando queste emozioni diventano troppo pesanti da portare?

Le Insidie dell’eccessiva empatia

Quando l’ansia di qualcuno innesta automaticamente la nostra, la reazione naturale potrebbe essere quella di cercare di far sentire l’altro meglio, sperando che ciò ci sollevi a nostra volta. Tuttavia, questa dinamica può spesso portare a una spirale negativa di risentimento e frustrazione. Piuttosto che percepire il nostro desiderio di aiuto come un segno di solidarietà, l’altro potrebbe sentirsi soffocato o criticato.

Il risultato? Entrambe le parti si sentono inadeguate, frustrate e, alla fine, isolate. Questa spirale può portare a una crescente distanza emotiva, rendendo ancora più difficile affrontare i problemi alla radice.

Riconoscere e Rompere il Ciclo

La buona notizia è che esistono strade per superare questa dinamica insidiosa.

  1. Presenza e Consapevolezza: Riconoscere il modello è il primo passo. E’ fondamentale osservare senza giudicare quando queste dinamiche entrano in gioco nelle relazioni.
  2. Capire i Propri Trigger: Ognuno di noi ha determinati comportamenti, parole o situazioni che ci innervosiscono. Identificare questi trigger può aiutarci a gestire meglio le nostre reazioni.
  3. Ricollegarsi al Sé Interiore: Invece di reagire impulsivamente, prenditi un momento per riflettere. Interroga te stesso: “Questo è davvero ciò che sento o sono semplicemente invischiato nell’emozione dell’altro?”
  4. Comunicazione Autentica: Parla apertamente con l’altro individuo. Spiega come ti senti senza attribuire colpa, e cerca di capire la loro prospettiva.
  5. Imparare a Stabilire Confini: A volte, potrebbe essere necessario prendere una pausa o ritagliarsi uno spazio per riflettere e ricaricarsi.
  6. Risolvere con Amore e Pazienza: Affronta il problema principale, discutendo sia del tema specifico (ad es., soldi o problemi di relazione) che delle dinamiche più ampie in gioco.

La strada per superare l’invischiamento non è breve e richiede impegno da entrambe le parti. Ma il risultato? Relazioni più profonde, autentiche e soddisfacenti.

Conclusione

La complessità delle nostre emozioni e delle nostre interazioni può spesso rendere le relazioni sfidanti. Tuttavia, attraverso la consapevolezza, la comprensione e la comunicazione, possiamo navigare attraverso le acque turbolente e trovare una connessione autentica e significativa. Dopo tutto, non si tratta solo di comprendere l’altro, ma anche di comprendere noi stessi in relazione al mondo che ci circonda.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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