Il 10,6% delle persone è mancino e, sebbene la manualità sia prima di tutto una preferenza motoria, esistono molte idee su altre abilità o preferenze che la manualità potrebbe o meno influenzare. Un’idea è che mancini e destrimani differiscano in termini di personalità. Tuttavia, gli studi sulla mancinismo e personalità hanno prodotto risultati contrastanti e finora non è emerso un quadro chiaro.
Un problema di molti studi sulla mancinismo e personalità è che spesso hanno campioni di piccole dimensioni, il che limita la robustezza dei risultati statistici. Inoltre, la maggior parte degli studi si è concentrata su campioni adulti di età variabili, mentre gli studi su bambini e adolescenti sono in gran parte mancanti. Ebbene, una nuova analisi condotta da Leslie J. Francis dell’Università di Warwick nel Regno Unito ha affrontato proprio queste lacune.
Uno studio su larga scala sembra suggerire risultati piuttosto chiari
Il team di ricerca ha analizzato dati da un gruppo molto ampio di volontari: più di 26.000 studenti di età compresa tra 13 e 15 anni che hanno partecipato al cosiddetto Teenage Religion and Values Survey. La personalità dei volontari è stata valutata utilizzando un questionario specializzato per testare gli adolescenti, il Junior Eysenck Personality Questionnaire.
Il questionario ha tre scale principali. L’estroversione misura quanto una persona sia sociale (punteggio alto) o introversa (punteggio basso). Il nevroticismo valuta quanto le persone abbiano difficoltà a gestire emozioni negative (punteggio alto) o siano emotivamente stabili (punteggio basso). La durezza mentale identifica quanto le persone siano mentalmente resistenti e pragmatiche.
La manualità è stata valutata chiedendo semplicemente ai volontari se fossero destrimani o meno. Una metodologia diretta che, combinata con l’enorme dimensione del campione, ha permesso ai ricercatori di ottenere risultati statisticamente robusti che superano i limiti degli studi precedenti.
Sono state rilevate differenze significative in tutte le dimensioni
In modo molto interessante, le analisi statistiche hanno rivelato differenze significative tra volontari mancini e destrimani per tutte e tre le scale di personalità. I volontari mancini avevano punteggi di estroversione significativamente più bassi rispetto ai volontari destrimani. Quindi, i risultati dello studio suggeriscono che gli adolescenti mancini sono più introversi degli adolescenti destrimani.
I volontari mancini avevano anche punteggi di nevroticismo più bassi rispetto ai volontari destrimani. Questo suggerisce che gli adolescenti mancini sono più emotivamente stabili degli adolescenti destrimani. L’analisi della scala di durezza mentale ha rivelato che gli adolescenti mancini erano più mentalmente resistenti degli adolescenti destrimani.
I risultati generali sono stati ulteriormente supportati da diverse analisi statistiche più avanzate, confermando la solidità delle scoperte. Non si trattava di tendenze marginali ma di differenze consistenti e statisticamente significative che emergevano ripetutamente attraverso diverse metodologie analitiche.
Ecco qualche possibile spiegazione
Presi insieme, i risultati dello studio mostrano un chiaro legame tra manualità e personalità negli adolescenti. Gli adolescenti mancini erano più emotivamente stabili, più introversi e mentalmente più resistenti degli adolescenti destrimani. Mentre gli scienziati non offrono una spiegazione approfondita del perché gli adolescenti mancini mostrino questo tipo di pattern di personalità, forse il fatto che siano una minoranza in un mondo prevalentemente destrimane potrebbe aver contribuito a renderli più introversi e ad aver imparato a gestire le emozioni negative un po’ meglio di altre persone.
L’ipotesi ha effettivamente senso se consideriamo le sfide quotidiane che i mancini affrontano. Vivono in un mondo progettato per destrimani: dalle forbici agli apriscatole, dai banchi scolastici ai mouse del computer. Navigare costantemente un ambiente che non è costruito per te potrebbe naturalmente sviluppare resilienza emotiva e capacità di problem-solving.
L’introversione potrebbe essere una risposta adattiva all’essere diversi dalla maggioranza. Quando sei parte di una minoranza visibile, anche se solo nel 10% della popolazione, potresti sviluppare una maggiore consapevolezza di te stesso e una tendenza alla riflessione interiore. La durezza mentale potrebbe derivare dall’aver dovuto adattarsi continuamente e trovare soluzioni creative a problemi che gli altri non incontrano nemmeno.
Quali sono le implicazioni per genitori ed educatori
La ricerca ha implicazioni pratiche per genitori ed educatori. Primo, sfida lo stereotipo che i mancini siano in qualche modo svantaggiati o problematici. Al contrario, suggerisce che potrebbero possedere qualità di personalità preziose: stabilità emotiva, capacità riflessiva e resistenza mentale.
Secondo, sottolinea l’importanza di non patologizzare le differenze. Essere introversi non è un deficit ma semplicemente un diverso modo di essere nel mondo. La stabilità emotiva e la durezza mentale sono chiaramente vantaggi, non problemi da correggere.
Per i mancini stessi, questi risultati possono essere confortanti. Le sfide di navigare un mondo destrimane potrebbero aver contribuito a sviluppare qualità caratteriali che serviranno bene per tutta la vita. La capacità di rimanere emotivamente stabili di fronte alle difficoltà e di essere mentalmente resistenti sono competenze preziose in qualsiasi contesto.
Naturalmente, questi sono pattern di gruppo e non determinano il destino individuale. Ci sono mancini estroversi ed emotivamente instabili, così come destrimani introversi e stabili. Ma comprendere queste tendenze generali aiuta a riconoscere che le differenze neurologiche sottostanti alla manualità potrebbero avere implicazioni più ampie di quanto comunemente riconosciuto.
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