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In che modo i genitori possono parlare e proteggere la salute mentale dei bambini?

I genitori possono agire per prevenire le crisi mentali nei bambini derivate dal lockdown: scopriamo insieme in che modo.

La pandemia è stata una vera e propria doccia fredda per tutti noi, anche se a risentirne di più sono stati sicuramente i bambini e gli adolescenti, poiché, nel giro di poche ore, hanno vissuto dei cambiamenti che hanno stravolto e ribaltato la loro vita.

Da questa condizione di isolamento sociale sono derivati comportamenti che hanno favorito l’insorgenza di stress e vulnerabilità.

Anche il fatto di non poter condividere le passioni e il proprio tempo con i loro coetanei non ha fatto altro che aumentare la pressione, condizione in grado di innescare forti turbe per la salute mentale.

Nei casi più gravi sono insorte delle vere e proprie crisi di salute mentale, poiché il numero dei bambini che ha riscontrato questo problema è salito esponenzialmente, arrivando a raggiungere cifre mai così alte.

Ovviamente non ci sono garanzie, in quanto le tragedie possono verificarsi anche quando i genitori fanno del loro meglio, però è importante prendere degli accorgimenti per guidare i propri figli verso la giusta via.

La comunicazione favorisce la cultura

Quando i bambini sono piccoli, è importante donare loro le basi per far sì che il loro comportamento sia proiettato verso l’apertura mentale e l’onestà.

È quindi fondamentale insegnare loro a chiamare le cose con il loro nome e minimizzare i problemi per evitare di danneggiarli più di quanto la realtà non farà quando saranno adulti.

A differenza di quanto si creda però, è importante che un bambino possa apprendere la verità fin dai primi anni, in modo da capire che il mondo in cui vive non è fatto solo di dolcezza e serenità, ma anche di delusioni e fallimenti.

 Ovviamente non bisogna accanirsi sulla situazione, ma offrire il giusto supporto quando un bimbo apparirà scoraggiato e depresso, spiegandogli che per risolvere un problema bisogna provare più strade e soluzioni senza temere gli errori.

 Individuare le cattive abitudini

Crescendo, il bambino sarà soggetto a ritagliarsi degli spazi personali da condividere con i propri simili e coetanei, situazione che, in alcuni casi, potrebbe comportare l’avvento di brutte abitudini.

 In questa occasione non bisogna mai rivolgersi all’adolescente dicendo “te l’avevo detto “ o “sapevo che sarebbe andata così”, ma cercare di dimostrarsi preoccupati solamente quando il caso lo richiede e cercando di condividere le emozioni con tutto il nucleo familiare quando se ne ha l’occasione.

La cosa essenziale è non lasciare mai problemi irrisolti o dire ne parliamo più tardi, poiché qualcosa che può essere molto leggero per noi potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza per il nostro bambino, il quale potrebbe sentirsi trascurato e provare frustrazione verso i membri familiari.

Modulare il giusto tono di voce

Le parole sono importanti, ma anche l’intenzione con la quale vengono pronunciate è fondamentale.

Ecco perché, nella comunicazione, è sempre bene non utilizzare toni troppo alti o aggressivi, ma mostrarsi accondiscendenti ed essere disponibili ad ascoltare quello che i più piccoli vogliono comunicarci.

In questo modo offriremo loro il nostro supporto e li incoraggeremo a perseguire i propri obiettivi senza paura di sentirsi sbagliati.

Se invece l’adolescente compie delle scelte sbagliate, non bisogna sgridarlo ma far sì che sia lui stesso ad ammettere le sue colpe attraverso dei ragionamenti e dei consigli mirati da ponderare bene.

Questi piccoli consigli potranno risultare fondamentali per indirizzare i comportamenti dei più piccoli e favorire il giusto livello di salute mentale.

Sempre più genitori stanno seguendo questi consigli ottenendo cambiamenti importanti all’interno della propria famiglia e arrivando a condividere con i loro figli sensazioni ed emozioni che, in passato, non avrebbero mai immaginato.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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