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La fine dell’adolescenza e le spaventose responsabilità

Uno dei problemi del passaggio alla vita adulta è la supposizione che un adolescente alla fine di questo periodo abbia tutti gli strumenti per agire da adulto. Eppure, soddisfare certe aspettative può essere molto difficile.

Qualcuno si renderà conto che voleva indipendenza ma non così tanta responsabilità. Altri saranno spaventati dal fatto di avere tante scelte da fare. Altri ancora si chiederanno qual è la loro strada, come fare a non sbagliare, a non sentirsi soli.

La sfida dell’indipendenza

Per molti adolescenti più grandi, tra i 18 e i 23 anni, agire da persone adulte è molto più impegnativo di quanto previsto e sperato. A volte la ricerca di equilibrio, per tentativi ed errori, può far sì che venga perso.

L’autosufficienza sembra davvero faticosa: auto-supporto, auto-supervisione, auto-direzione, auto-motivazione e cura di sé. Se non si trova un appiglio, si può finire per scoraggiarsi. E invalidare la fiducia con una perdita di speranza e tanti dubbi sulla propria persona.

Crisi emotive e salute mentale

Trovare un punto d’appoggio può essere una vera lotta e spesso comporta problemi di natura emotiva. Infatti, possono presentarsi episodi di:

  • Stress, quando l’adolescente è sopraffatto dalle richieste esterne.
  • Ansia, quando teme l’incapacità di fare progressi.
  • Depressione, quando si sente sopraffatto e scoraggiato.

L’adolescenza inizia con una perdita – di alcune vecchie comodità dell’infanzia – e finisce con la preoccupazione – di affrontare le incertezze e le sfide richieste dall’indipendenza funzionale.

Così come l’adolescenza è più complicata dell’infanzia, l’età adulta è più complicata dell’adolescenza perché l’indipendenza è più impegnativa della dipendenza. In un periodo doloroso di passaggio ci si può sentire inadeguati e insicuri.

Alcune soluzioni per superare le difficoltà

Per i giovani colpiti da stress, ansia o depressione quando si trovano alle soglie dell’età adulta, si possono considerare quattro attività stabilizzanti.

  1. Consulenza: si può richiedere l’aiuto di un professionista competente ed esperto per ottenere supporto e comprensione di sé. In questo modo si imparerà ad accettare il momento difficile e a trovare la propria strada.
  2. Occupazione: affermarsi con il lavoro per dimostrare a sé e agli altri che ci si può guadagnare da vivere ed essere apprezzati per ciò che si fa.
  3. Interessi: coltivare gli interessi permette di sperimentare la cura e la fiducia verso l’esterno.
  4. Compagnia: avere il supporto degli altri e sentirsi socialmente connessi.

Queste attività possono aiutare i giovani in difficoltà a sostenere il duro passaggio verso l’età adulta. Sono strade che permettono di sviluppare competenza e direzione.

Il ruolo dei genitori

Viene da chiedersi come i genitori possano aiutare o supportare questa transizione che tanto scoraggia il loro figlio verso l’indipendenza funzionale. Un’idea potrebbe essere quella di suggerire delle azioni positive come:

  • Fare qualcosa di assertivo, ad esempio apprezzare i propri sforzi e tentativi.
  • Fare qualcosa di basilare, qualcosa che deve essere fatto, come guadagnare dei soldi.
  • Fare qualcosa di migliorativo che renda la vita migliore, come perseguire degli obiettivi.
  • Fare qualcosa di divertente, che stimoli la felicità, come coltivare un passatempo.

Se queste quattro azioni vengono svolte ogni giorno, il rispetto che l’adolescente ha verso sé stesso può crescere insieme alla sua fiducia nel futuro. Riconoscere che si stanno facendo passi avanti, resistendo, dimostrando capacità e mostrando progressi può rendere la vita più gratificante nei momenti duri.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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