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Perché i bambini sono così attratti dall’ignoto?

I bambini sono sempre molto curiosi e attratti da ciò che per loro è estraneo o ignoto. Data questa loro propensione, l’esplorazione sistematica aiuta i bambini piccoli a soddisfare la loro curiosità in sicurezza e li aiuta a scoprire anche come funziona il mondo intorno a loro.

Come funziona l’esplorazione sistematica?

L’esplorazione sistematica aiuta i piccoli a comprendere meglio come funziona il mondo intorno a loro, li aiuta a costruire una conoscenza di base e possono impiegare questa loro attitudine più in la nella loro vita. Secondo uno studio del 2020 condotto da Blanco & Sloutsky ha indagato sul fatto che l’incertezza e l’esplorazione spesso dominano le scelte dei bambini. La ricerca è stata condotta dai professori dell’Ohio State University e i risultati sono stati pubblicati di recente sulla rivista Developmental Science.

L’esplorazione è una forza trainante molto importante specie durante il periodo della prima infanzia, questa supera anche l’importanza di ricevere delle ricompense immediate. Come affermato all’interno di un comunicato stampa da Sloutsky, professore di psicologia all’OSU: crediamo che sia perché i bambini piccoli abbiamo bisogno d’esplorare per aiutare a comprendere come funziona esattamente il mondo.

Quando gli adulti si trovano a pensare ai bambini che esplorano, possono pensare che questi corrano senza alcuna meta, aprono armadi e cassetti, raccolgono oggetti di vario genere, e cercano di scoprire ciò che per loro ignoto in un modo che, a differenza di quanto pensano gli adulti, non è per nulla casuale.

Lo studio condotto sui bambini tra i 4 e i 5 anni

Lo studio è stato condotto su due fronti dal punto di vista dell’esplorazione attraverso il reclutamento di circa 36 bambini con un’età compresa tra i 4 e i 5 anni e insieme a loro 36 adulti. Durante il primo esperimento gli adulti e i bambini giocavano a un gioco che offriva loro la possibilità di vincere dei premi nell’immediato o di rinunciare a questi per continuare ad esplorare nuove opzioni. 

Ebbene, nonostante la maggior parte dei bambini fosse consapevole delle scelte che avrebbero prodotto dei bonus maggiori, erano meno propensi degli adulti a ottenere subito il loro premio e volevano continuare a scoprire cosa ci fosse nelle opzioni successive. I bambini, infatti, non erano motivati ad ottenere una ricompensa massima nella misura in cui lo erano invece gli adulti. I piccoli erano motivati dall’ottenere altre informazioni da avere mediante l’esplorazione.

Il secondo esperimento ha permesso di testare il modo in cui bambini e adulti hanno risposto al gioco che dava loro la possibilità di decidere il premio dal valore più alto direttamente oppure di optare per un’opzione nascosta con un valore molto incerto. Solo il 2% degli adulti hanno scelto di optare per un’opzione sconosciuta, mentre i bambini hanno scelto per il 40% delle volte l’opzione nascosta. La maggior parte dei bambini è stata attratta proprio dall’incertezza di quest’opzione nascosta e volevano esplorare tale scelta.

Gli organismi bilanciano in modo costante le esigenze concorrenti per la raccolta d’informazioni e l’impiego d’informazioni acquisite in precedenza al fine d’ottenere dei risultati che li gratifichino, spiegano gli autori. Concludendo che il controllo immaturo dall’alto verso il basso dei più piccoli dovrebbe ostacolare l’esplorazione sistematica per ogni tipo d’adulto.

Dunque, l’acquisizione di ampie fasce d’informazioni nuove rispetto all’esplorazione sistemica crea una base di conoscenza sulla quale i bambini fanno affidamento nel corso della loro vita. Secondo quanto affermato da Blanco: il comportamento irregolare dei bambini di quest’età sembra essere modellato da una spinta che li porta ad accumulare sempre più informazioni. 

Ecco perché anche quando l’esplorazione dei bambini sembri irregolare e causale, i modelli d’esplorazione sistematici spesso dominano i processi decisionali dei più piccoli. La ricerca dunque ha confermato la voglia d’indagare e scoperta dei bambini, e ha permesso d’imparare che il loro comportamento non è casuale ma regolare. 

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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