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Siamo portati ad essere onesti o disonesti? Una ricerca ce lo svela…

State andando a lavoro, siete in ritardo, ma avete voglia di un bel caffè. Entrate così in un bar, ne prendete uno, pagate e, quando state risalendo in macchina, vi rendete conto che il barista vi ha reso più soldi di quanto dovuto. Cosa fate? Tenete con voi i soldi o rientrate al bar per restituire l’indebito?

Situazioni del genere si verificano quasi quotidianamente, dando alle persone numerose opportunità di mettere alla prova i propri interessi personali e le proprie regole etiche. Ma qual è l’inclinazione naturale delle persone in questi casi: essere onesti o disonesti?

Ebbene, più di 70 esperimenti hanno cercato di studiare domanda empiricamente – con risultati contrastanti. Un articolo pubblicato nel numero di luglio di Perspectives on Psychological Science ci dice che, forse, siamo un po’ più disonesti di quanto si possa pensare.

Ampie ricerche online hanno permesso una raccolta di oltre 70 studi che hanno cercato  di comprendere i comportamenti intuitivi delle persone, e che sono stati la base di due test meta-analitici, uno sulla proporzione di bugiardi e un altro sulla grandezza delle menzogne.

I risultati? Sembrano sostenere che le persone sono intuitivamente disoneste, ma solo quando la disonestà non danneggia concretamente le vittime delle proprie azioni.

Cioè, in ambienti anonimi in cui la disonestà non ha una vittima specifica – per esempio, dove mentire fa guadagnare più soldi al soggetto senza far perdere nulla a un altro soggetto – le persone sono più portate ad essere disoneste.

Tuttavia, quando la disonestà danneggia altre persone individuabili in concreto – per esempio, guadagnando più soldi al soggetto a spese di un altro soggetto che guadagna meno – le persone si scoprono meno disoneste.

Considerando che pochissimi studi hanno sperimentalmente testato direttamente l’influenza del danno sociale, si spera che le ricerche future, utilizzando progetti ben congegnati e preregistrati, possano fornire approfondimenti su come le conseguenze sociali della disonestà possano rapportarsi al ruolo dell’intuizione.

About Roberto Rais

"Giornalista pubblicista, da diversi anni è specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collabora con alcuni magazine online di settore, prestando la propria consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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