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Sociopatia e Sociopatico – Disturbo e Curiosità

Sociopatia

La sociopatia, più comune negli uomini che nelle donne, è un disturbo della personalità caratterizzato da disprezzo patologico per le leggi che regolano la società, dall’incapacità di provare sentimenti quali rimorso o vergogna per le proprie azioni sbagliate e soprattutto dal non essere in grado di empatizzare con le emozioni altrui.
La sociopatia può manifestarsi sin dall’infanzia o dall’adolescenza, ed è una malattia cronica anche se spesso si notano dei miglioramenti nei soggetti che ne sono affetti una volta raggiunta l’età adulta (dopo i 40 anni). Studi e ricerche hanno dimostrato che a soffrire di sociopatia sono spesso soggetti adottati e che esiste una componente genetica, dal momento che non è raro che consanguinei di primo grado di un soggetto sociopatico sviluppino a loro volta il medesimo disturbo.
Il disturbo antisociale di personalità può svilupparsi anche come conseguenza di un’infanzia caratterizzata da un’educazione trascurata, carenze affettive o abusi.

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Sociopatico: Come determinare questo disturbo

In ambito psichiatrico un sociopatico viene definito come un soggetto affetto da disturbo antisociale della personalità. Le caratteristiche principali della patologie portano chi ne è affetto a:

  • assumere atteggiamenti criminali
  • causare danni a se stesso e alle persone che lo circondano senza mostrare alcun segno di rimorso
  • disprezzare leggi ed usanze sociali
  • avere l’abitudine di mentire

Non sempre appare così facile riconoscere un soggetto sociopatico, in quanto riesce a mascherare bene il proprio disturbo dietro una parvenza affascinante e carismatica. Molto spesso si tratta di persone con una personalità magnetica, che le porta ad ottenere molti riconoscimenti e lodi dagli altri. Un sociopatico vuol essere sempre al centro dell’attenzione, vive nella costante convinzione che le persone gli appartengano e che solo le sue opinioni siano giuste. Quando viene contraddetto un impeto di rabbia lo porta ad aggredire verbalmente gli altri.

Personaggi sociopatici famosi

Benedict Cumberbatch, alias Sherlok Holmes, nella serie tv denominata Skerlock affermava di non essere uno psicopatico, bensì un sociopatico ad alta funzionalità. Ebbene, così come spiegato da un noto psichiatra americano (Edward Poa), il sociopatico si contraddistingue per non prestare molta attenzione alle persone che lo circondano. Si tratta, in particolare, di un disturbo antisociale della personalità, il quale nel tempo ha interessato un certo numero di personaggi famosi. Tra questi rientra sicuramente Julien Sorel protagonista di Il Rosso e il nero, il famoso romanzo di Stendhal. In ogni caso, con riferimento alle attuali serie tv, è possibile menzionare anche: Ramsey Bolton di Game of Thrones, Kai Parker di The Vampire Diares e Dexter Morgan di Dexter. Questi personaggi rappresentano, infatti, il classico esempio di individui egocentrici, spietati e con una mentalità diretta al solo raggiungimento dei propri obiettivi. All’apparenza essi sembrano capaci di ingannare chiunque, ma in realtà risultano facilmente identificabili.

Sociopatia: Si può guarire?

Uno dei problemi della sociopatia sta nella mancanza di consapevolezza di chi ne soffre: il sociopatico non riconosce di avere un disturbo e quasi sempre rifiuta ogni proposta di cura convinto di non averne bisogno. E’ più facile che il sociopatico riconosca in sé problemi secondari correlati al disturbo, come depressione o ansia, e si faccia aiutare per questi.
Al di là di questo, nel Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5) la sociopatia viene trattata, ma non vi sono elementi che ne spiegano le cause o prospettive che propongono una cura. La sociopatia, conosciuta anche come disturbo antisociale della personalità, non può ancora essere curata da un punto di vista farmacologico. Gli esperti sostengono che ci sia ancora molto da approfondire su questa materia. L’unico strumento oggi utile è un costante percorso psicoterapeutico, perciò no, un soggetto affetto da sociopatia non può guarire definitivamente.

Confessioni di una sociopatica recensione

Confessioni di una sociopatica non è altro che un libro-testimonianza, pubblicato nel 2013, di M. E. Thomas, la quale ha inteso condurre il lettore in un Viaggio nella mente di una manipolatrice. Il primo aspetto che colpisce è, senza dubbio, la copertina: si nota, infatti, una maschera ovvero un volto senza sguardo. Non si tratta di una scelta casuale dal momento che proprio lo sguardo svolge un ruolo fondamentale nel primo contatto che si ha con una persona, cioè quello visivo. Viene narrata la vicenda dell’autrice, di una donna a cui viene diagnosticato un disturbo antisociale di personalità. Nello specifico, M. E. Thomas ha le doti dell’ambizione, della seduzione, del carisma e ciò la rende una figura di successo. Avvocatessa affermata, è circondata da persone che la amano e che la ammirano. Tuttavia, anche se all’apparenza si potrebbe ben pensare di stare parlando di una persona alla quale non manca nulla, così non è. A M. E. Thomas, infatti, manca la coscienza poiché sociopatica e non in grado di avere consapevolezza di che cosa sia il rimorso. La totale incapacità di comprendere gli altri costituisce l’unico filtro attraverso il quale la storia viene raccontata. Manipolatrice e senza scrupoli, l’autrice parla della sua vita finalizzata al raggiungimento dell’apice del successo ritenendo, addirittura, di instaurare delle relazioni intime esclusivamente alla stregua di transazioni finanziarie così arrivando a manipolare gli amanti come se fossero dei semplici beni. Emergono, quindi, prevalentemente un approccio calcolatore, l’anaffettività, l’assenza di empatia, l’impossibilità di provare dei sentimenti negativi, una forte tendenza all’aggressione verbale, la volontà di dominare gli altri ed, infine, un’estrema considerazione che la protagonista possiede di sè. La donna, in ogni caso, detiene unicamente la piena consapevolezza del proprio disordine mentale di cui solo la famiglia è a conoscenza e del quale vuole rendere partecipi gli interlocutori. La scrittura vuole essere per lei il mezzo per liberarsi di quella maschera anonima mostrandosi agli altri per quella che è nella realtà. Si tratta di sviluppi interessanti dal momento che si stima che almeno il 4% della popolazione mondiale sia interessato da questo strano disturbo.

FONTI

wikipedia
wikihow .it
notizie .it
stateofmind .it

About Francesco Russo

Mi chiamo Francesco Russo, nato a Benevento e residente a Roccabascerana (AV). Amo viaggiare, il trekking, healthy food e la cucina casareccia, strimpello il basso elettrico e nel weekend sono in pista come Marshall. Ho conseguito la Laurea Triennale in Ing. Civile e Ambientale. Ho iniziato ad interessarmi al mondo del Web Marketing e per trasformare questa passione in lavoro ho conseguito presso l'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli il Master in e-Commerce Management. Mi occupo dello sviluppo di e-Commerce, Siti vetrina, Social e Blog, secondo le necessità dei clienti, cerco di interpretare al meglio quella che oggi chiamiamo SEO. Sono una persona di buona volontà, ma non uno specialista Francesco

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