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Perché gli abbracci funzionano e creano migliori amicizie

Le relazioni sociali sono un aspetto fondamentale della vita umana. Nonostante ciò, è spesso difficile stabilire nuove amicizie da adulti.

Ebbene, un modo in cui le persone possono segnalare a qualcuno che hanno appena incontrato di essere interessate a formare un legame sociale più forte, e forse eventualmente un’amicizia, è abbracciandole come saluto o commiato. Tuttavia, il ruolo degli abbracci nello stimolare l’interesse sociale tra le persone non è stato ancora indagato approfonditamente nella scienza psicologica.

Gli abbracci possono infatti essere un modo potente per comunicare emozioni positive, ma fino ad ora mancavano dati empirici su come questo gesto influenzi concretamente la disposizione di una persona verso chi abbraccia. Un nuovo studio sul campo pubblicato sulla rivista scientifica Social Influence ha affrontato proprio questa questione.

Un esperimento molto interessante

Il nuovo studio sul campo si è concentrato sulla domanda se abbracciare una nuova conoscenza rendesse le persone più interessate a quella persona. Nel corso della ricerca, il team guidato dalla scienziata Kira von Kleist dell’Università della California, San Diego, ha avvicinato studenti in un campus universitario chiedendo se volessero partecipare volontariamente a uno studio sul contatto sociale.

Se gli studenti dicevano sì, venivano assegnati casualmente a uno di sei diversi gruppi: non ricevere alcun contatto fisico, ricevere una stretta di mano ma nessun abbraccio, ricevere un abbraccio di 1 secondo con una pacca sulla schiena, ricevere un abbraccio di 1 secondo senza pacca sulla schiena, ricevere un abbraccio di 3 secondi con una pacca sulla schiena, oppure ricevere un abbraccio di 3 secondi senza pacca sulla schiena.

Complessivamente, 330 volontari hanno partecipato allo studio. Per l’analisi statistica, gli scienziati hanno combinato le due condizioni “nessun abbraccio” e le quattro condizioni “abbraccio”, semplificando il confronto tra chi aveva ricevuto un abbraccio e chi no.

Dopo che i volontari avevano ricevuto un abbraccio o meno, è stato chiesto loro di compilare alcuni questionari su un tablet o laptop riguardo quanto gli era piaciuto l’abbraccio ricevuto, le loro preferenze sugli abbracci e alcune informazioni su se stessi. Quando i volontari avevano compilato i questionari, erano convinti che la raccolta dati fosse terminata.

A questo punto arrivava la parte geniale dell’esperimento. Lo sperimentatore chiedeva casualmente al volontario se fosse interessato a dare un’occhiata alle loro 187 foto della recente vacanza in Serbia. Tuttavia, questa domanda era anch’essa parte della raccolta dati. La reazione a questa domanda veniva registrata dallo scienziato e utilizzata come misura dell’interesse sociale del volontario verso lo sperimentatore.

Se il volontario diceva “no”, l’esperimento finiva. Se i volontari dicevano “sì”, lo sperimentatore registrava il tempo che il volontario trascorreva guardando le foto. L’interesse sociale verso lo sperimentatore veniva quindi misurato sia attraverso la risposta iniziale (sì o no) che attraverso un punteggio basato sul tempo effettivamente trascorso a guardare le foto e sul numero di immagini visualizzate.

Cosa ci dicono i risultati

I risultati dello studio hanno mostrato chiaramente che un abbraccio rendeva i volontari più socialmente interessati allo sperimentatore. Nel gruppo che aveva ricevuto un abbraccio, il 76% dei volontari ha guardato le foto, rispetto a solo il 52% nel gruppo che non aveva ricevuto un abbraccio. La differenza era statisticamente significativa, il che significa che non era dovuta al caso ma rappresentava un effetto reale dell’abbraccio.

Risultati simili sono stati trovati per il punteggio di interesse sociale basato sul numero di foto che i volontari guardavano e il tempo che trascorrevano guardandole. Anche per questa analisi, i volontari che avevano ricevuto un abbraccio mostravano significativamente più interesse sociale verso lo sperimentatore rispetto ai volontari che non avevano ricevuto un abbraccio.

In un’ulteriore analisi, gli scienziati hanno scoperto che i volontari a cui era piaciuto di più l’abbraccio ricevuto mostravano anche maggiore interesse sociale verso lo sperimentatore. Questo suggerisce che non è solo l’atto fisico dell’abbraccio a contare, ma anche come viene percepito emotivamente dal ricevente.

Perché gli abbracci funzionano

Cosa spiega questo effetto potente? Gli abbracci attivano il sistema dell’ossitocina, spesso chiamato “ormone dell’amore” o “ormone del legame”, che è cruciale nella formazione di connessioni sociali. Quando abbracciamo qualcuno, anche brevemente, stiamo inviando un segnale non verbale di apertura, fiducia e interesse positivo.

In un mondo dove molte interazioni adulte sono mediate da schermi o limitate a scambi formali e distanti, un abbraccio rappresenta un momento di vulnerabilità condivisa. Permetti a qualcuno di entrare nel tuo spazio personale e simultaneamente entri nel loro. Lo scambio fisico crea un senso di intimità che le sole parole faticano a raggiungere.

È importante notare che lo studio si concentrava su abbracci consensuali. Il contesto, il consenso e la lettura appropriata dei segnali sociali sono tutti cruciali. Un abbraccio non richiesto o inappropriato può avere l’effetto opposto, creando disagio e distanza. La chiave è la sensibilità al contesto culturale e alle preferenze individuali.

Quali sono le implicazioni per la vita di tutti i giorni

Presi insieme, i risultati dello studio hanno mostrato chiaramente che un abbraccio consensuale con una persona appena incontrata aumenta significativamente il loro interesse sociale verso chi abbraccia. Quindi, un abbraccio può essere un modo potente per iniziare una nuova amicizia, ma deve essere utilizzato con saggezza e sensibilità.

Per chi fatica a creare nuove connessioni sociali da adulto, questo studio offre una strategia concreta ma spesso trascurata. Non si tratta di abbracciare indiscriminatamente tutti, ma di riconoscere che quando il contesto è appropriato e il consenso è presente, un abbraccio può comunicare in secondi ciò che le parole impiegherebbero minuti a trasmettere.

La prossima volta che incontri qualcuno con cui senti una connessione potenziale, considera se un abbraccio al momento del commiato potrebbe essere appropriato. Quel semplice gesto potrebbe essere il seme da cui cresce un’amicizia duratura, trasformando uno sconosciuto in qualcuno con cui vorresti condividere non solo foto di vacanze, ma pezzi significativi della tua vita.

About Roberto Rossi

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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