Quando cerchiamo un partner, spesso abbiamo un’idea di come vorremmo che fosse quella persona. Alcuni di noi hanno persino una lista mentale di tratti che speriamo il futuro partner possieda. Ma quando compiliamo una simile lista, stiamo davvero cercando tante piccole cose in un partner o una sola grande qualità? In altre parole, i tratti che suscitano il nostro interesse in qualcuno ci dicono cose diverse su di loro o sono tutti segnali di un’unica caratteristica sottostante?
Questa domanda apparentemente semplice tocca questioni profonde sulla natura dell’attrazione umana e sui meccanismi evolutivi che guidano le nostre preferenze romantiche. Un team di psicologi in Germania ha deciso di indagare questa questione attraverso uno studio sistematico che confronta diversi aspetti dell’attrattività fisica.
Due ipotesi a confronto: l’ornamento unico e i messaggi multipli
Gli psicologi hanno cercato evidenze per quella che viene definita “ipotesi dell’ornamento unico”. Questa ipotesi sostiene che diversi aspetti dell’attrattività fisica, come voce, viso e corpo, sono segnali ridondanti che comunicano tutti la stessa informazione: la persona ha un’elevata immunocompetenza, ovvero una capacità di resistere alle infezioni. L’idea è che, mentre il corpo cresce, i colpi al sistema immunitario influenzano tutti questi segnali di attrazione fisica in modo simile. Se una persona è fisicamente attraente nella voce, nel viso o nel corpo, è perché ha un sistema immunitario forte.
Una teoria concorrente è l’ipotesi dei messaggi multipli. Secondo questa prospettiva, tratti diversi segnalano cose diverse. Per esempio, il viso potrebbe segnalare la salute, mentre il corpo potrebbe indicare fertilità e forza, e la voce potrebbe comunicare dominanza. Poiché tutte queste caratteristiche potrebbero essere importanti in un partner, prestiamo attenzione a tutte loro piuttosto che affidarci solo a una. Questa teoria suggerisce che l’attrazione umana sia un processo complesso e multidimensionale che integra informazioni provenienti da diverse fonti sensoriali.
La metodologia della ricerca sull’attrattività
I ricercatori hanno fatto venire in laboratorio circa centocinquanta uomini e centocinquanta donne. Hanno fotografato i volti di questi uomini e donne, effettuato scansioni tridimensionali dei loro corpi e registrato le loro voci. Successivamente, hanno fatto valutare queste immagini e registrazioni da un altro gruppo di uomini e donne in termini di attrattività. Le immagini e le registrazioni sono state valutate separatamente, quindi nessuno dei valutatori sapeva quale volto appartenesse a quale corpo e a quale voce.
Il ragionamento dietro questo approccio metodologico era che un modo per determinare quale ipotesi sia corretta consiste nel testare le correlazioni tra i giudizi di attrattività dei diversi tratti. Se l’attrattività facciale di una persona è simile alla sua attrattività corporea e vocale, questo suggerirebbe che tutti i tratti ci stanno dicendo qualcosa di simile. Ma se i punteggi di attrattività non correlano, questo sarebbe un supporto per l’ipotesi dei messaggi multipli.
Cosa rivelano le correlazioni tra viso, corpo e voce
Gli psicologi hanno scoperto che le valutazioni di attrattività facciale e corporea avevano una correlazione positiva di 0,44. Una correlazione pari a zero indica nessuna relazione tra due variabili, mentre una correlazione pari a uno indica che due variabili sono identiche. Pertanto, le persone che hanno volti attraenti tendono anche ad avere corpi attraenti, ma le valutazioni dei due tratti non sono assolutamente ridondanti. L’attrattività facciale e vocale erano anch’esse positivamente correlate, sebbene solo a 0,23. La correlazione tra corpo e voce era 0,09 e non statisticamente significativa: l’attrattività corporea e vocale sembrano comunicare informazioni quasi interamente uniche.
I risultati erano in qualche modo diversi quando si consideravano uomini e donne separatamente. Sebbene l’attrattività facciale e corporea fossero ugualmente positivamente correlate in uomini e donne, le altre coppie di tratti non lo erano. L’attrattività facciale e vocale erano significativamente positivamente correlate solo negli uomini, mentre nelle donne l’attrattività facciale e vocale non erano correlate tra loro. Tuttavia, solo per le donne, l’attrattività corporea e vocale erano significativamente positivamente correlate, sebbene la correlazione fosse solo di 0,18.
Una risposta sfumata alla domanda sull’attrazione
I ricercatori hanno concluso che i loro risultati sono più favorevoli all’ipotesi dell’ornamento unico per visi e corpi, anche se è necessario tenere a mente gli effetti di dimensione da piccola a media. Visi e corpi sembrano comunicare informazioni simili e ridondanti. Gli psicologi riconoscono anche che per le voci, tuttavia, le associazioni erano piccole o addirittura non significative, fornendo evidenza per l’ipotesi dei messaggi multipli.
Questi risultati suggeriscono che la risposta alla domanda iniziale non è semplice. Non siamo attratti esclusivamente da una grande qualità né da tanti piccoli dettagli completamente indipendenti. Piuttosto, la realtà dell’attrazione umana sembra essere una via di mezzo: alcuni aspetti dell’attrattività fisica comunicano informazioni sovrapposte, mentre altri forniscono segnali unici e distinti. Il viso e il corpo parlano un linguaggio parzialmente comune, mentre la voce aggiunge una dimensione separata alla nostra valutazione complessiva dell’attrattività di una persona.
Questa comprensione più sfumata dell’attrazione ci ricorda che le nostre preferenze romantiche sono il risultato di processi evolutivi complessi che hanno affinato la nostra capacità di valutare potenziali partner attraverso molteplici canali sensoriali, ciascuno con il suo ruolo specifico nel comunicare informazioni importanti sulla qualità del partner.
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