“Dovrebbe parlarne con qualcuno.” Giulio, 41 anni, se l’è sentito dire dal medico di base dopo l’ennesima visita per un’insonnia che dura da mesi. Uscito dall’ambulatorio ha cercato su Google e si è trovato davanti tre parole che sembravano voler dire la stessa cosa: psicologo, psicoterapeuta, psichiatra. Ha chiuso il telefono più confuso di prima.
Non è il solo. La differenza tra psicologo e psichiatra è una delle domande più cercate da chi sta pensando di chiedere aiuto, e si capisce: sono professioni vicine, che spesso lavorano insieme, ma con una formazione diversa, strumenti diversi e anche costi diversi. Proviamo a mettere ordine, senza giri di parole.
In breve: chi fa cosa
Se hai fretta, ecco la versione corta.
- Lo psicologo ha una laurea magistrale in psicologia, ha fatto un tirocinio, ha superato l’esame di Stato ed è iscritto all’Albo degli Psicologi. Si occupa di valutazione, sostegno e consulenza. Non è un medico e non prescrive farmaci.
- Lo psicoterapeuta è uno psicologo o un medico che, dopo la laurea, ha frequentato una scuola di specializzazione in psicoterapia di almeno quattro anni. È l’unico che può condurre una psicoterapia vera e propria.
- Lo psichiatra è un medico laureato in medicina e chirurgia, specializzato in psichiatria. Fa diagnosi dei disturbi mentali dal punto di vista medico e può prescrivere farmaci.
Le tre figure non sono in competizione. In molti casi la soluzione migliore è proprio la collaborazione tra due di loro.
Lo psicologo: il primo passo più comune
Lo psicologo è la porta d’ingresso per la maggior parte delle persone. Ci si rivolge a lui per un periodo difficile, una decisione che non si riesce a prendere, un lutto, un conflitto in famiglia o sul lavoro, l’ansia prima di un esame che sta diventando un problema.
Il suo lavoro è capire cosa sta succedendo, attraverso colloqui ed eventualmente test, e offrire un sostegno mirato. A volte bastano pochi incontri. Altre volte lo psicologo si rende conto che serve un percorso più strutturato e ti indirizza verso uno psicoterapeuta, o suggerisce di sentire anche uno psichiatra.
Una cosa da sapere: “psicologo” è un titolo protetto. Chi non è iscritto all’Albo non può usarlo, e chi propone percorsi che somigliano a una terapia senza esserlo (coach, counselor, “operatori del benessere”) non ha la stessa formazione né gli stessi obblighi deontologici. Controllare è facile e lo spieghiamo nella guida su come scegliere uno psicologo.
Lo psicoterapeuta: quando serve un percorso
La psicoterapia è un lavoro più profondo e di solito più lungo. Non si limita a sostenere nel momento difficile: punta a cambiare i meccanismi che lo producono, che si tratti di attacchi di panico, depressione, disturbi alimentari, traumi o difficoltà relazionali che si ripetono sempre uguali.
Per diventare psicoterapeuta servono altri quattro anni di specializzazione dopo la laurea, in una scuola riconosciuta dal Ministero. Ogni scuola segue un orientamento: cognitivo-comportamentale, psicodinamico, sistemico-relazionale, umanistico e altri ancora. Sono tutti approcci riconosciuti. Conta più la persona che hai davanti e l’esperienza che ha con il tuo tipo di problema.
Un dettaglio che confonde molti: anche un medico può essere psicoterapeuta, se ha fatto la stessa specializzazione. E molti psichiatri sono anche psicoterapeuti. Per sapere chi ha questo titolo basta guardare l’annotazione nell’Albo dell’Ordine.
Lo psichiatra: il medico della mente
Lo psichiatra ha alle spalle sei anni di medicina e quattro o cinque di specializzazione. Guarda al disagio psichico anche dal punto di vista biologico: può chiedere esami, escludere cause fisiche (un problema alla tiroide, per esempio, può dare sintomi molto simili all’ansia o alla depressione) e, soprattutto, può prescrivere farmaci.
Rivolgersi allo psichiatra non significa “essere matti”, e non significa per forza prendere psicofarmaci. Significa avere una valutazione medica quando i sintomi sono intensi, durano da tempo o compromettono la vita di tutti i giorni: non riuscire più ad andare al lavoro, dormire tre ore a notte da settimane, avere pensieri di farsi del male, sbalzi d’umore molto marcati.
Su farmaci e psicoterapia esistono molti luoghi comuni. Per la depressione e per diversi disturbi d’ansia, le linee guida indicano spesso la combinazione dei due come strada più efficace nei casi moderati e gravi. Ne abbiamo parlato anche in psicoterapia e psicofarmaci e in un articolo su cosa fare quando antidepressivi e ansiolitici non funzionano.
Quanto costa una seduta
È la domanda che molti si vergognano di fare, ma è legittima. In Italia non esiste più un tariffario obbligatorio, quindi le cifre variano parecchio in base alla città, all’esperienza del professionista e al tipo di prestazione. Per orientarti:
- Psicologo o psicoterapeuta privato: una seduta di circa 50 minuti costa in genere tra 50 e 90 euro. Nelle grandi città, o con professionisti molto esperti, si può superare i 100 euro. Online le tariffe sono spesso simili o leggermente più basse.
- Psichiatra privato: la prima visita, che è più lunga e approfondita, costa di solito tra 100 e 200 euro. I controlli successivi, più brevi, costano meno.
- Servizio pubblico: nei Centri di Salute Mentale e nei consultori l’accesso è gratuito o con il pagamento del ticket. Per la visita psichiatrica di solito serve l’impegnativa del medico di base. Il limite sono i tempi d’attesa, che in alcune zone sono lunghi.
Due cose che in pochi sanno. Le spese per psicologo, psicoterapeuta e psichiatra sono detraibili al 19% nella dichiarazione dei redditi, come le altre spese sanitarie, purché tu paghi con un metodo tracciabile e conservi la fattura. E il Bonus psicologo, legato all’ISEE, viene riproposto con bandi periodici sul sito dell’INPS: vale la pena controllare se è aperto.
Allora, da chi vado?
Non esiste una regola rigida, ma qualche indicazione pratica sì.
Comincia da uno psicologo o da uno psicoterapeuta se stai attraversando un periodo di stress, tristezza o ansia che ti pesa ma non ti blocca, se vuoi capire meglio qualcosa di te, se hai difficoltà di coppia o in famiglia, se ti senti in un vicolo cieco.
Senti anche uno psichiatra se i sintomi sono forti e durano da settimane, se non riesci più a fare le cose di tutti i giorni, se il sonno è completamente saltato, se hai attacchi di panico molto frequenti, se in passato hai già preso farmaci per questi problemi o se hai pensieri di morte o di farti del male. In quest’ultimo caso non aspettare: parlane subito con il medico di base o, in emergenza, chiama il 112.
Per bambini e ragazzi le figure di riferimento sono lo psicologo dell’età evolutiva e il neuropsichiatra infantile. Ne parliamo nell’articolo su quando un bambino ha bisogno dello psicologo.
E se sbagli porta? Succede, e non è un problema. Un buon professionista sa riconoscere quando il tuo caso richiede un’altra competenza e ti indirizza a un collega.
Il primo passo di Giulio
Giulio alla fine ha scelto una psicoterapeuta che lavora anche online, perché con i turni in ufficio non sarebbe mai riuscito ad andare in studio. Dopo il primo colloquio è stata lei a suggerirgli una visita dallo psichiatra, per capire se valesse la pena aiutare il sonno anche con un farmaco per qualche mese. Due professionisti, un solo percorso.
Se anche tu stai cercando la figura giusta, nella directory di Psico.it puoi filtrare psicologi, psicoterapeuti e psichiatri per città, area di intervento e disponibilità online. Ogni profilo viene pubblicato solo dopo aver verificato l’iscrizione all’Albo.