L’enuresi, nome tecnico che indica il fare la pipì nel letto, è un fenomeno piuttosto frequente nei bambini. Avviene sempre nei bambini più piccoli, che hanno il pannolino, perché non hanno ancora imparato a controllare il proprio apparato urinario, ma a volte avviene anche nei bambini più grandi.

L’enuresi, di cui il genitore si accorge molto bene, non è un problema da sottovalutare, e può avere cause sia fisiche che psicologiche; in tutti i casi rappresenta però un campanello d’allarme che i genitori devono valutare.

1. Un’infezione urinaria

E’ una delle cause più frequenti, e si nota perché il bambino ha dolore a fare la pipì anche durante il giorno.

L’infezione delle vie urinarie può peggiorare, per cui deve essere trattata con l’aiuto del medico pediatra; non deve essere sottovalutata perché i batteri, se non eliminati, possono moltiplicarsi.

2. Una cistite

Altra causa puramente fisiologica dell’enuresi è la cistite, ovvero l’infiammazione della vescica che però può non essere dovuta ai batteri, ma ad altre cause.

E’ dolorosa per il bambino e, anche in questo caso, deve essere trattata quanto prima, soprattutto per evitare il dolore.

3. Problemi di apprendimento

Uno dei fattori psicologici che può causare l’enuresi sono i problemi di apprendimento del bambino.

Il processo di controllo delle vie urinarie è qualcosa di molto complesso, che deve essere appreso, e per farlo ci vogliono diversi anni; se il bambino ha problemi di apprendimento, questo può essere un fenomeno che li identifica.

4. Problemi di stress

Lo stress causa una necessità di svuotamento della vescica più frequente rispetto a quello delle persone non stressate, e se un adulto riesce a controllare questo fenomeno un bambino può non riuscire.

Questo porta all’enuresi, la cui causa è psicologica: spesso i bambini che presentano enuresi per questo motivo lo fanno perché in famiglia c’è un disagio, e questo deve essere valutato in modo approfondito dai genitori.

5. Problemi genetici

Alcuni bambini, infine, presentano enuresi per una questione genetica, con il disturbo che si è manifestato almeno in uno dei due genitori, da piccoli.

Di solito è più presente nel maschio che non nella femmina, e può perdurare a lungo in assenza di altre cause che, apparentemente, possono innescare il disturbo.