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Bere tè fa bene alla salute del cervello

Un recente studio realizzato dai ricercatori della National University of Singapore (NUS) ha scoperto che le persone che bevono regolarmente del tè hanno sviluppato più positivamente le regioni cerebrali, e questo lascia suggerire che bere tè possa essere associato a una più sana funzione cognitiva – rispetto ai non bevitori di tè.

In particolare, afferma il professor Feng Lei, del dipartimento di medicina psicologica della NUS Yong Loo Lin School of Medicine, i risultati offrirebbero la prima prova del contributo positivo del consumo di tè alla struttura cerebrale e suggeriscono che bere tè ha regolarmente un effetto protettivo contro il declino legato all’età nell’organizzazione cerebrale. La ricerca è stata condotta insieme ai collaboratori dell’Università dell’Essex e dell’Università di Cambridge e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Aging pochi mesi fa, ribadendo in parte quel che studi passati avevano già dimostrato, ovvero che l’assunzione di tè fosse benefica per la salute umana e che gli effetti positivi includessero il miglioramento dell’umore e la prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Già nel 2017 uno studio dello stesso dipartimento aveva dimostrato che il consumo giornaliero di tè fosse in grado di ridurre del 50% il rischio di declino cognitivo nelle persone anziane. In seguito a questa scoperta, Feng e il suo team hanno ulteriormente esplorato l’effetto diretto del tè sulle reti cerebrali, e per far ciò hanno reclutato 36 adulti dai 60 anni in su, raccogliendo dati sulla loro salute, sul loro stile di vita e sul proprio benessere psicologico.

Ebbene, al termine delle analisi il team di ricerca ha scoperto che gli individui che hanno consumato tè verde, tè oolong o tè nero almeno quattro volte alla settimana per circa 25 anni avevano regioni cerebrali che erano interconnesse in modo più efficiente.

A questo punto, la ricerca non si ferma. Considerato che le prestazioni cognitive e l’organizzazione del cervello sono strettamente correlate, è necessaria una maggiore analisi per comprendere meglio come funzioni come la memoria, e quali potrebbero essere i possibili interventi per preservare meglio la cognizione durante il processo di invecchiamento.

About Roberto Rais

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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