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Coronavirus, l’isolamento sociale potrebbe avere impatti di lungo termine sui bambini

Stando a quanto afferma una nuova analisi sugli effetti a lungo termine sulla salute mentale dell’isolamento, i bambini e gli adolescenti sono soggetti ad alti tassi di depressione e di ansia anche molto tempo dopo la fine dell’isolamento sociale e i servizi clinici devono dunque essere preparati ad un futuro picco di domanda in virtù di quanto sta accadendo in varie parti del mondo come reazione alla crisi sanitaria.

La ricerca, che si basa su oltre 60 studi pre-esistenti e sottoposti a revisione scientifica su argomenti che spaziano dall’isolamento, alla solitudine e alla salute mentale per i giovani di età compresa tra i 4 e i 21 anni, è stata pubblicata agli inizi di giugno sul Journal of the American Academy of Child and Adolescent Psychiatry.

Secondo la revisione, i giovani che si sentono soli potrebbero avere tre volte più probabilità di sviluppare depressione in futuro, e l’impatto della solitudine sulla salute mentale potrebbe durare almeno 9 anni.

Gli studi evidenziano un’associazione tra la solitudine e l’aumento del rischio di problemi di salute mentale per i giovani. È inoltre dimostrato che la durata della solitudine può essere più importante dell’intensità della solitudine nell’aumentare il rischio di depressione futura tra i giovani.

Questo, dicono gli autori, dovrebbe fungere da avvertimento per i responsabili politici del previsto aumento della domanda di servizi di salute mentale da parte dei giovani e dei giovani adulti negli anni a venire.

Maria Loades, psicologa clinica del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bath, che ha condotto il lavoro, ha spiegato come “dalla nostra analisi, è chiaro che ci sono forti associazioni tra la solitudine e la depressione nei giovani, sia nell’immediato che a lungo termine. Sappiamo che questo effetto a volte può essere ritardato, il che significa che possono essere necessari fino a 10 anni per capire veramente l’entità dell’impatto sulla salute mentale che la crisi covid-19 ha creato”.

Per gli insegnanti e i responsabili politici che si stanno preparando per un riavvio graduale delle scuole in varie parti del globo, la ricercatrice suggerisce come l’analisi potrebbe avere importanti implicazioni anche per la gestione di questo processo. Ha infatti aggiunto che “ci sono prove che è la durata della solitudine rispetto all’intensità che sembra avere il maggiore impatto sui tassi di depressione nei giovani. Ciò significa che è ovviamente importante tornare a un certo grado di normalità il più presto possibile“. Tuttavia, il modo in cui questo processo viene gestito è importante quando si tratta di plasmare i sentimenti e le esperienze dei giovani su questo periodo.

“Per i nostri giovani e per il loro ritorno a scuola a partire da questa settimana, dobbiamo dare priorità all’importanza del gioco nell’aiutarli a ritrovare il contatto con gli amici e ad adattarsi dopo questo intenso periodo di isolamento”. I membri del team di revisione sono stati coinvolti anche in una recente lettera aperta al segretario all’istruzione del Regno Unito, Gavin Williamson MP, incentrata sul sostegno al benessere sociale ed emotivo dei bambini durante e dopo l’isolamento.

In tale lettera, è stato suggerito che l’allentamento delle restrizioni all’isolamento dovrebbe essere fatto in modo da fornire a tutti i bambini il tempo e l’opportunità di giocare con i coetanei, dentro e fuori la scuola, e anche mentre rimangono in vigore misure di distanziamento sociale.

Ancora, è stato suggerito che le scuole siano dotate di risorse adeguate e possano ricevere chiare indicazioni su come sostenere il benessere emotivo dei bambini durante il periodo di transizione, quando le scuole riapriranno, facendo di tutto ciò una priorità. Infine, i benefici sociali ed emotivi del gioco e dell’interazione con i coetanei dovranno essere comunicati chiaramente, insieme a una guida sui rischi oggettivi per i bambini.

Riconoscendo i compromessi che devono essere raggiunti in termini di riavvio dell’economia e di riduzione delle disparità educative, la lettera al Segretario all’Istruzione conclude sostenendo che “la scarsa salute emotiva dei bambini porta a problemi di salute mentale a lungo termine, a un basso livello di istruzione e a un notevole onere economico”.

About Roberto Rais

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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