Le emozioni primarie sono le emozioni di base per ogni essere umano. Sono molto conosciute, anche solo per esperienza personale, e ne sono state individuate sei: la rabbia, la paura, il disgusto, la sorpresa, la gelicità e la tristezza.

A fianco a esse ci sono poi una serie di altre emozioni come l’invidia, la gelosia, la vergogna, la speranza e tante altre, che però vengono definite emozioni secondarie, cioè derivate da un intreccio di quelle primarie.

Ma quali sono le caratteristiche delle emozioni primarie, e come si distinguono dalle secondarie?

1. Sono innate

Le emozioni primarie sono innate, cioè sono già presenti nella mente al momento della nascita.

Un bambino prova già, quindi, tutte le emozioni primarie, che peraltro caratterizzano anche molti animali, e rappresentano una risposta semplice del corpo ai diversi stimoli.

 

2. Sono universali

Le emozioni primarie non dipendono da una strutturazione della mente, ma fanno parte dello stesso essere umano.

Questo significa che le emozioni sono caratteristiche di tutti gli esseri umani, senza eccezioni, anche se alcune emozioni possono non essere evidenti in qualcuno (a causa, però, di meccanismi psicologici secondari).

 

3. Sono fondamentali per la sopravvivenza

Altra caratteristica di queste emozioni è quella di essere fondamentali per la sopravvivenza dell’essere umano.

Infatti, se non  ci fossero un uomo non potrebbe sopravvivere, perché nbon avrebbe possibilità di reazione agli stimoli esterni (non riconoscerebbe come positivo un posto sicuro, ma nemmeno avrebbe l’istinto della fuga di fronte a un pericolo).

 

4. Sono di breve durata

La reazione emotiva primaria, a differenza della secondaria, è di breve durata, perché è veloce ad agire ma anche ad andarsene.

Per questo si parla di veri e propri “scatti”, nel corso dei quali non si riesce a ragionare ma si agisce e basta, quindi il cervello razionale (che è più lento) torna a funzionare pochi minuti dopo.

 

5. Insorgono rapidamente

A differenza delle emozioni secondarie, quelle primarie insorgono rapidamente, perché la risposta è più rapida rispetto a quella della mente razionale.

E’ per questo motivo che, quando qualcosa ci impaurisce, non riusciamo a ragionare ma abbiamo una reazione quasi meccanica: l’emozione primaria, in questo caso la paura, è molto più veloce rispetto a quella secondaria.