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Il tuo cervello? Potrebbe essere più sano di quanto pensi

Guardare la televisione generalista significa inevitabilmente essere bombardati da spot pubblicitari che amplificano l’allarme su determinate patologie e, naturalmente, promuovono la loro “cura miracolosa” attraverso un farmaco specifico. Spesso non si era nemmeno consapevoli dell’esistenza di tali malattie finché non appariva la pubblicità, ma improvvisamente alcuni sintomi casuali ti fanno pensare di dover correre al centro medico più vicino.

Nel panorama della pubblicità televisiva, nessun settore utilizza strategie allarmistiche quanto quello dei farmaci destinati a prevenire l’Alzheimer. Paradossalmente, le ricerche dimostrano che questi medicinali presentano non solo effetti collaterali potenzialmente letali, ma anche un’efficacia limitata. Ciò nonostante, gli spot continuano a essere trasmessi e a convincere le persone di averne bisogno.

La realtà molto complessa del declino cognitivo

Sebbene sia vero che alcune forme di demenza riflettono lo sviluppo progressivo di alterazioni cerebrali correlate all’Alzheimer, la diagnosi di questa specifica malattia è tutt’altro che una scienza esatta. In realtà, parte della perdita di memoria nella terza età potrebbe avere un’origine completamente diversa.

Molte patologie cardiache sono collegate all’accumulo di placche, depositi grassi e calcificati. La stessa ostruzione delle arterie che risulta dall’accumulo di placche nel corpo può compromettere anche le arterie che irrorano il cervello. Senza un adeguato apporto di sangue, alcune aree cerebrali possono subire danni irreversibili. La demenza vascolare, come viene chiamata, può rivaleggiare con l’Alzheimer o addirittura superarlo come causa di perdita di memoria.

Le evidenze scientifiche sui cambiamenti vascolari

Silvia Anderle dell’University College di Londra, insieme ai suoi colleghi, ha evidenziato come l’Alzheimer, la demenza vascolare e l’invecchiamento normale condividano gli effetti di una riduzione nell’apporto energetico quando il flusso sanguigno cerebrale rallenta o non riesce a perfondere adeguatamente il cervello.

Analizzando gli studi sull’invecchiamento normale e sul flusso sanguigno cerebrale, i ricercatori hanno osservato che le arterie cerebrali sono capaci di adattarsi ai cambiamenti del flusso sanguigno associati all’impatto del tempo sul sistema cardiovascolare. Nelle persone con Alzheimer, tuttavia, questa riduzione può raggiungere un declino fino al 50 percento. Infatti, quasi tutti coloro che ricevono una diagnosi di Alzheimer e vengono sottoposti ad autopsia cerebrale presentano qualche forma di danno vascolare, con una percentuale che sfiora l’80 percento.

Una delle ragioni di questa riduzione potrebbe essere l’accumulo di beta amiloide nel cervello, che innesca una serie di cambiamenti distruttivi. Tuttavia, non tutti coloro che presentano accumulo di beta amiloide mostrano segni di Alzheimer quando sono in vita, aggiungendo ulteriore complessità alla decisione di diagnosticare questa malattia.

Il rischio di diagnosi errate e trattamenti inadeguati

Per quanto riguarda la demenza vascolare, chiamata anche deterioramento cognitivo vascolare, si tratta della condizione in cui una persona è a rischio di ictus, sia maggiori che attacchi ischemici transitori minori. Gli studiosi stimano che circa il 20 percento di tutti i casi di demenza sia dovuto a questa forma vascolare. Tuttavia, Alzheimer e demenza vascolare possono coesistere, ed è qui che le implicazioni diagnostiche e terapeutiche diventano cruciali.

Se la demenza vascolare viene trascurata nella diagnosi o interpretata come normale invecchiamento o Alzheimer, si perdono opportunità terapeutiche che potrebbero aumentare il flusso sanguigno cerebrale. Somministrare a questi pazienti un farmaco per l’Alzheimer risulterebbe inutile nel migliore dei casi e dannoso nel peggiore, a causa degli effetti collaterali.

La conclusione fondamentale è che poiché i problemi vascolari sono trattabili, se non prevenibili, questo suggerisce l’importanza di concentrarsi sul miglioramento della salute cardiovascolare. Come concludono gli autori della ricerca, nel lungo termine il futuro della terapia per il declino cognitivo nell’invecchiamento e nella demenza potrebbe concentrarsi sulla profilassi piuttosto che sull’arrestare o invertire un declino già avvenuto. Inoltre, questa prevenzione può includere modifiche dello stile di vita come esercizio fisico e diete salutari per il cuore, oltre a farmaci come le statine che possono ridurre il rischio di patologie cardiache.

Come riprendere il controllo della salute cerebrale

Poiché molte persone sono convinte che l’invecchiamento cerebrale sia inevitabile, o peggio ancora che l’Alzheimer sia una certezza, è possibile che non colgano l’opportunità di adottare strategie semplici ed efficaci per preservare la memoria. Questa buona notizia sul mantenimento di un cervello e una mente lucidi dovrebbe aiutarti a contrastare i messaggi allarmistici provenienti dagli spot pubblicitari che cercano di spaventarti facendoti credere di essere sulla strada verso l’Alzheimer.

Esistono numerose risorse affidabili che possono guidarti fuori da questa mentalità negativa verso un percorso molto più incoraggiante di prevenzione e trattamento. Tenersi aggiornati attraverso gli aggiornamenti dell’Istituto Nazionale sull’Invecchiamento fornisce informazioni preziose sulla ricerca e, soprattutto, sulla prevenzione.

Un altro vantaggio derivante dall’adozione di queste strategie è il senso di controllo che puoi riconquistare su ciò che accade al tuo corpo mentre invecchi. Sapere che stai facendo tutto il possibile per contrastare gli effetti della riduzione del flusso sanguigno cerebrale ti aiuterà a rafforzare il tuo senso di padronanza sull’impatto del tempo. È noto da tempo che metà della battaglia per mantenere la memoria in buona forma consiste nel convincersi che il miglioramento è possibile, piuttosto che arrendersi alla disperazione.

In sintesi, è difficile evitare i messaggi negativi sull’invecchiamento e sulla salute cerebrale a cui veniamo esposti attraverso i media. Tuttavia, adottare misure per mantenere il sangue fluente gioverà non solo al cervello ma anche al tuo ottimismo.

About Roberto Rossi

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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