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Le caratteristiche del viso del candidato influenzano il voto

L’aspetto fisico di un candidato è importante – a volte, decisivo! – quando si tratta di vincere le elezioni. Alcuni studi hanno per esempio rilevato che le persone sono in grado di indovinare chi ha vinto le elezioni semplicemente guardando le foto dei candidati. Altri studi hanno rilevato che i candidati politici che appaiono più attraenti, competenti, affidabili o dominanti hanno un vantaggio sugli avversari.

Ma qual è esattamente il look vincente? Quali sono i tratti specifici del viso che danno ad alcuni candidati un vantaggio alle urne? Si tratta di una fronte ampia, di un mento squadrato o di qualcos’altro?

Per scoprirlo due scienziati comportamentali tedeschi, Jan Landwehr e Michaela Wänke, hanno riportato i risultati di tre studi in cui hanno indagato il rapporto tra fisionomia ed eleggibilità.

Nel primo studio, 27 partecipanti hanno visto i volti di 40 persone (20 femmine e 20 maschi) e hanno valutato l’eleggibilità di ciascuno su una scala di tipo Likert. “Eleggeresti questa persona a una carica politica importante?”. Le opzioni disponibili andavano da 1 (non riesco a immaginarlo) a 7 (lo immagino bene).

I partecipanti di sesso maschile hanno generalmente dato giudizi di eleggibilità più elevati, mentre i volti femminili hanno ricevuto valutazioni di eleggibilità più alte. Dopo aver controllato statisticamente l’impatto di questi effetti legati al genere, i ricercatori hanno identificato tre caratteristiche del viso – bocca più ampia, occhi più grandi e sopracciglia più sottili – che erano costantemente associate a valutazioni di eleggibilità più elevate.

Nel secondo studio, Landwehr e Wänke hanno modificato digitalmente otto volti (quattro maschili e quattro femminili) giudicati neutri (medi) in termini di eleggibilità. I nuovi volti erano identici agli originali, tranne che per la bocca larga o stretta, gli occhi grandi o piccoli e le sopracciglia sottili o spesse.

I ricercatori hanno quindi reclutato 396 persone (45% donne, età media 35 anni) per partecipare a uno studio online. I partecipanti hanno visto i volti alterati digitalmente in più gruppi di quattro e, per ogni gruppo, hanno indicato il candidato per cui avrebbero votato in base all’aspetto del viso. I partecipanti hanno anche valutato il volto di ciascun candidato in termini di affidabilità e dominanza, due caratteristiche che predicono gli effettivi risultati elettorali.

I risultati del secondo studio sono stati coerenti con quelli del primo. I candidati ipotetici con bocca più ampia, occhi più grandi e sopracciglia più sottili avevano maggiori probabilità di ottenere voti. Come previsto, i candidati con la bocca più larga sono stati percepiti come più affidabili e dominanti. I candidati con occhi più grandi sono stati considerati più affidabili e meno dominanti. Le sopracciglia più sottili aumentavano di poco l’eleggibilità di un candidato, ma non erano associate all’affidabilità o alla dominanza percepita.

Nel terzo studio, Landwehr e Wänke hanno analizzato i risultati elettorali reali. Hanno individuato le foto della campagna elettorale di circa 1500 candidati alle elezioni parlamentari tedesche del 2009. Per ogni candidato, hanno misurato la larghezza della bocca, la dimensione degli occhi e lo spessore delle sopracciglia; hanno inoltre registrato la quota di voti complessiva del candidato. Come previsto, una bocca più larga e occhi più grandi hanno aumentato la quota di voti di un candidato. Lo spessore delle sopracciglia, invece, non ha predetto la quota di voti nelle elezioni reali.

Ma quali sono le implicazioni nel mondo reale?

Come tutti gli scienziati responsabili, Landwehr e Wänke hanno notato alcune limitazioni nei loro studi. In primo luogo, hanno deciso di utilizzare volti caucasici solo nei primi due studi perché volevano confrontare i risultati sperimentali con i risultati elettorali reali nel terzo studio – e quasi tutti i candidati alle elezioni parlamentari tedesche del 2009 erano caucasici. Di conseguenza, i loro risultati potrebbero non essere generalizzabili ai candidati che non hanno un volto caucasico.

In secondo luogo, Landwehr e Wänke hanno notato che i tratti del viso non sono forti predittori del successo di un candidato politico. Neanche lontanamente. I predittori più forti del successo sono l’affiliazione al partito politico del candidato e la presenza o meno di un candidato in carica.

Tuttavia, in una gara molto combattuta, caratteristiche facciali apparentemente irrilevanti possono far pendere la bilancia a favore di un candidato.

Ora, data la facilità con cui è possibile alterare le fotografie, è facile immaginare un candidato politico che utilizza un programma informatico per avere una bocca leggermente più larga e occhi leggermente più grandi. In un’elezione molto combattuta, i tratti del viso ottimizzati potrebbero far pendere l’ago della bilancia e permettere al candidato di vincere per un soffio…

About Roberto Rossi

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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