Home / Attualità / Quali sono i meccanismi del cervello delle persone che hanno una super memoria

Quali sono i meccanismi del cervello delle persone che hanno una super memoria

La Fondazione IRCCS Santa Lucia di Roma ha fatto una ricerca in collaborazione con la Sapienza di Roma, l’Università di Perugia e l’Istituto Superiore di Sanità, ha svelato come funzionano i meccanismi del cervello che organizzano e conservano i ricordi da parte di coloro che hanno una memoria molto sviluppata. Ma cosa ha rivelato lo studio? Scopriamolo insieme!

Lo studio condotto su 8 persone dalla super memoria

Lo studio ha visto il coinvolgimento di otto persone dalla super memoria. I ricercatori hanno chiesto loro di ricordare degli eventi successi almeno 20 anni prima. Successivamente hanno analizzato in tempo reale l’attività dei loro neuroni attraverso una risonanza funzionale magnetica. Questo esame ha consentito d’osservare il cervello e di identificare le aree che si presentavano più attive durante la produzione del ricordo.

Il team ha usato poi un’innovativa tecnica la Multivoxel Pattern Analysis per riuscire a verificare come veniva rappresentata l’attività neurale legata ai ricordi delle persone che hanno una memoria super sviluppata, e hanno individuato come questa fosse associata al ruolo funzionale di aree specifiche del cervello. A questo punto i ricercatori hanno chiesto a 21 persone normali di fare la stessa cosa. 

Questo ha permesso di capire come chi ha una memoria super sviluppata ha un’area del cervello che dà ai ricordi una dimensione temporale.

L’attività della corteccia prefrontale del cervello nei soggetti con ipermemoria

I soggetti con ipermemoria hanno rilevato un’elevata attività della zona della porzione ventro-mediale che si trova nella corteccia prefrontale del cervello. Si tratta d’un area che permette di organizzare le funzioni cognitive che a quanto pare, sono responsabili di dare così ai ricordi una dimensione temporale. Nelle persone che hanno una memoria normale, i ricordi vecchi e quelli nuovi tendono a confondersi. In quanto, questa regione del cervello, infatti, sembra meno precisa e attività durante la fase reminiscente.

Questo studio ha permesso di capire e svelare quali sono i meccanismi mnemonici che sono associati alla dimensione temporale dei propri ricordi. Ed è stato fatto mediante l’uso di innovative metodologie. Comprendere questo processo fornisce un’indicazione su quali aree è necessario intervenire per il ripristino e il funzionamento della memoria delle persone con lesioni neurologiche o con dei deficit. 

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

Vedi Anche

Ipnoterapia consapevole: una nuova linea per chi soffre di stress eccessivo

I ricercatori americani della Baylor University hanno studiato un nuovo intervento nel campo della terapia ...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *