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Quando parlare ai propri figli del razzismo

È bene parlare del razzismo con i propri figli? E quando è bene cominciare a farlo?

Per cercare di dare una risposta a questo tema sul finire dell’autunno 2020, negli Stati Uniti è stato lanciato On Parenting About Race, uno studio online con genitori bianchi e neri di bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni, finalizzato a domandare informazioni sul loro modo di essere genitori durante il COVID e sulle loro conversazioni relative alla razza. Non si è trattato certamente di un momento casuale, considerato che in quel frangente temporale il mondo vedeva crescenti manifestazioni del movimento Black Lives Matter, che aveva segnato profondamente l’estate del 2020 cambiando radicalmente il discorso razziale pubblico.

Lo studio, pubblicato online in anticipo rispetto alla pubblicazione da parte di Developmental Psychology, ha dimostrato che l’80% dei 725 genitori che hanno completato l’indagine ha riferito di aver parlato con i propri figli del razzismo e del Black Lives Matter, e che questo vale per l’84% dei genitori neri e per il 76% dei genitori bianchi. Sembrava una buona notizia per gli articoli e gli speciali che invitavano i genitori a parlare di razza, in particolare i genitori bianchi che storicamente evitano gli argomenti legati alla razza o minimizzano gli eventi legati alla razza.

Tuttavia, lo studio ha anche domandato: “Cosa hai detto a tuo figlio riguardo a Black Lives Matter?“. I risultati sono stati più sorprendenti.

Di fatto, sebbene il 76% dei genitori bianchi abbia dichiarato di aver parlato di Black Lives Matter con i propri figli, più di un quarto (27%) ha fornito risposte non particolarmente significative o che si limitavano a copiare e incollare definizioni ed estratti di articoli da fonti internet (più comunemente Wikipedia). Vale la pena notare che il 14% dei genitori bianchi ha copiato/incollato le proprie risposte a questa domanda, mentre a farlo è stato solo l’1% dei genitori neri, e ciò non può che sollevare la questione se questi genitori abbiano effettivamente avuto conversazioni di questo tipo, e suggerisce anche che i genitori bianchi erano consapevoli del fatto che “avrebbero dovuto” parlare di razza e quindi hanno affermato di farlo, ma, quando sono stati interpellati, non avevano la sostanza per sostenerlo.

Ma c’è una buona notizia.

Tra i genitori bianchi che hanno fornito risposte concrete sulle loro conversazioni sul razzismo, circa il 23% ha riconosciuto l’ineguaglianza o l’ingiustizia razziale in qualche forma con i propri figli, e un altro 20% ha enfatizzato messaggi di uguaglianza generici o senza colore, che sfiorano la superficie delle conversazioni sulla razza ma evitano le specificità dell’ingiustizia o dell’ineguaglianza esistente e rischiano di non cogliere il nocciolo del Black Lives Matter.

Perché parlare ai propri figli del razzismo

Al di là dei dati di questo specifico studio, parlare ai propri figli del razzismo è sempre importante, così come lo è il promuovere più conversazioni sulla razza in diversi contesti, come quello scolastico.

Peraltro, un recente studio con risultati pubblicati sul Journal of Experimental Psychology ha messo in luce come i bambini siano in grado di pensare a questo argomento così complessa molto prima di quanto possano immaginare i genitori. Dunque, un’attesa nel fronteggiare questo tema, da parte dei genitori, potrebbe essere deleterio, poiché ritardi in queste conversazioni così importanti potrebbero rendere poi più difficile cambiare le percezioni errate o le credenze razziste.

About Roberto Rossi

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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