La sindrome da Burnout è una condizione che molti lavoratori, se sottoposti a situazioni particolarmente stressanti, si sono trovati a vivere.
Si tratta di un termine di origine inglese che ha una connotazione ben precisa: riguarda tutte quelle attività che implicano le relazioni interpersonali, ed è caratterizzato da un deterioramento del benessere psichico e fisico, che può sfociare anche nello sviluppo delle dipendenze.
Il Burnout non arriva istantaneamente, ma lo fa attraversando diverse fasi comunemente riconosciute in quattro: per riuscire a capire se ci può riguardare, è importante conoscere le fasi.
1. L’entusiasmo idealistico
La prima fase non è patologica, ma anzi è vissuta come molto positiva dalla persona.
Si tratta di una fase in cui si idealizza il lavoro, cioè si lavora non per vivere ma per raggiungere un ideale. Il lavoro diventa quasi la propria vita, e questo permette di sopportare anche carichi di lavoro molto alti.
E’ il caso di chi svolge una professione che ha a che fare con la salute, ma non solo.
2. La stagnazione
Nella seconda fase ci si rende conto che le aspettative non corrispondono con la realtà.
Il senso di gratificazione indotto dal fare quella professione inizia a diminuire, sostanzialmente perché viene meno la soddisfazione professionale che era attesa dal lavoratore. Si inizia anche a perdere l’interesse verso il lavoro.
3. La frustrazione
Nella fase di frustrazione, la terza, iniziano i sentimenti negativi. Ci si sente inadeguati per il lavoro, ci si sente insoddisfatti, ci si sente sfruttati e poco apprezzati.
Non è raro avere dei comportamenti che somigliano alla fuga, fino ad arrivare ad atteggiamenti aggressivi verso gli altri o verso se stessi (la “voglia di uccidere tutti”).
4. L’apatia
L’ultima fase rappresenta una vera e propria “morte professionale”, che può avere ripercussioni psicologiche o anche fisiche sulla persona.
In questa fase si perde di interesse per il lavoro, si diventa indifferenti sia a quello che succede agli altri che a ciò che succede a noi stessi, senza riuscire ad uscire dalla situazione debilitante, se non con un aiuto concreto da parte di un professionista.