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Uomini e scimpanzé: nuovo studio dimostra quanto siano simili

Poche specie viventi si sviluppano così lentamente come gli esseri umani, sia in termini di crescita delle competenze negli adulti, sia in termini di sviluppo del cervello. Ne è dimostrazione il fatto che i neonati dell’uomo nascono così “sottosviluppati” da non poter sopravvivere senza le cure e l’alimentazione fornita dagli adulti, per diversi anni dopo la nascita. Anche dopo, i bambini hanno ancora bisogno di imparare competenze fondamentali come camminare, mangiare, parlare, usare strumenti manuali e digitali, e molto altro ancora. E sono proprio i momenti in cui emergono queste pietre miliari dello sviluppo ad essere utilizzati dai medici per determinare se il bambino e il suo cervello si stiano sviluppando o meno normalmente.

Tuttavia, sappiamo poco sui tempi in cui emergono le pietre miliari dello sviluppo motorio e sociale in altre specie molto longeve e strettamente correlate all’uomo, come gli scimpanzé, né cosa questo significhi per il loro sviluppo cerebrale.

Ad esempio, quando gli scimpanzé cominciano a camminare, a nutrirsi, a interagire con gli altri e a usare gli strumenti manuali? Tracciare le tappe dello sviluppo degli scimpanzé e di altre specie può aiutarci a capire le basi evolutive di questi lunghi periodi di sviluppo e… è proprio quello che hanno cercato di fare i ricercatori del Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, che hanno mappato sistematicamente una vasta gamma di abilità comportamentali e determinato in quale punto dello sviluppo queste abilità emergono negli scimpanzé.

Per questo studio, i ricercatori hanno osservato 19 cuccioli di scimpanzé (8 femmine e 11 maschi) provenienti dal Parco Nazionale Taï, in Costa d’Avorio, dal primo mese dopo la nascita fino ai cinque anni di età. I risultati hanno mostrato che le abilità motorie lorde cominciano ad emergere a circa quattro mesi, i tratti comunicativi a 12 mesi, le abilità di interazione sociale a 14 mesi e le abilità motorie fini a 15 mesi. “Non solo il periodo di tempo, ma anche l’ordine di emersione delle diverse abilità è molto simile a quello che vediamo negli esseri umani, riflettendo una storia evolutiva condivisa“, dice la prima autrice Aisha Bründl. “Le nostre scoperte sono in linea con l’ipotesi dei benefici ritardati, che afferma che uno sviluppo esteso è necessario per l’acquisizione di competenze adulte”.

Le fa eco l’altra autrice senior, Catherine Crockford, co-leader del progetto Evolution of Brain Connectivity (EBC) della Max Planck Society, secondo cui “queste pietre miliari dello sviluppo possono gettare nuova luce sulla maturazione del cervello. Le nostre scoperte suggeriscono che alcune parti del cervello degli scimpanzé possono svilupparsi lentamente come negli esseri umani”.

Inoltre, i ricercatori hanno scoperto che abilità più complesse, come l’uso degli strumenti e le interazioni sociali, emergono in seguito, con maggiori differenze tra i singoli scimpanzé nel momento in cui emergono rispetto alle abilità meno complesse. “Questa variazione può essere causata da differenze di fondo nell’ambiente sociale in cui lo scimpanzé sta crescendo, ma anche da altri fattori come l’alimentazione, e rimane da indagare ulteriormente“, spiega il coautore Patrick Tkaczynski.

Un tale studio sullo sviluppo richiede dati a lungo termine, dal momento che gli scimpanzé hanno una storia di vita altrettanto lenta come gli esseri umani“, sottolinea Roman Wittig, un altro autore senior dello studio e direttore del Progetto Scimpanzé di Taï. “Siamo fortunati ad avere 40 anni di osservazioni sugli stessi scimpanzé selvatici”.

About Roberto Rais

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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