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Come scoprire il proprio sè dopo aver subito un trauma

Scoprire il proprio vero sé può essere per alcuni un processo di recupero, mentre per altri rappresenta una vera e propria rivelazione. Questo cammino di autoscoperta diventa particolarmente significativo quando emerge dall’ombra di un’infanzia segnata da difficoltà e mancanza di affetto. La storia di chi, dopo anni, si trova a riflettere su una vita vissuta senza una vera consapevolezza di sé, è emblematica di un viaggio che molti intraprendono silenziosamente. Crescere in un ambiente familiare in cui si è costantemente sminuiti o trascurati lascia cicatrici profonde che spesso si manifestano in una percezione distorta della propria identità.

L’Invisibilità nata dalla disfunzione

La sensazione di non conoscere la propria essenza fino a età avanzata è un fenomeno non raro tra coloro che hanno vissuto un’infanzia caratterizzata da mancanza di amore e attenzioni. Questa condizione di “invisibilità”, spesso autoimposta come meccanismo di difesa, nasconde il vero sé dietro una maschera creata inconsciamente per sopravvivere agli ambienti tossici. La realizzazione di essere qualcuno di completamente diverso da come si era sempre creduto di essere può essere sia liberatoria che sconvolgente.

La scoperta attraverso il cambiamento

La nascita di un figlio o l’incontro con un ambiente familiare diverso, come quello offerto dai suoceri amorevoli, può fungere da catalizzatore per questa scoperta. Improvvisamente, le reazioni e le interazioni che sembravano normali si rivelano essere meccanismi di difesa o risposte ad un ambiente di origine poco supportivo. La rivelazione di poter essere “permaloso” piuttosto che “burbero”, o di provare un amore incondizionato verso il proprio figlio, può essere il primo passo verso la comprensione del proprio vero sé.

La necessità di riconnettersi

Questo processo di autoscoperta richiede un impegno attivo nel riconoscere e lavorare sulle proprie emozioni. Molte persone scoprono di aver imparato a sopprimere o ignorare i propri sentimenti fin dall’infanzia, come meccanismo di difesa contro la negatività o l’indifferenza. Riconnettersi con queste emozioni sopite può essere una sfida, ma è un passo necessario per iniziare a guarire dalle ferite del passato.

Il ruolo della terapia

La terapia può offrire un supporto inestimabile in questo viaggio di auto-scoperta e guarigione. Un terapeuta qualificato può aiutare a navigare attraverso le complessità delle emozioni represse, fornendo strumenti per affrontare e superare le barriere che impediscono di vivere pienamente il proprio vero sé. Attraverso il dialogo e la riflessione, è possibile iniziare a svelare gli strati di protezione costruiti nel tempo, rivelando la persona autentica che si cela sotto.

La guarigione come scoperta

Guarire dall’infanzia non è un processo lineare né semplice. Richiede tempo, pazienza e, soprattutto, il coraggio di affrontare aspetti di sé che possono essere stati a lungo nascosti o ignorati. Tuttavia, la scoperta del proprio vero sé è una ricompensa incommensurabile, un traguardo che porta a una vita più autentica e soddisfacente. Riconoscere e accettare la propria storia, con tutte le sue difficoltà, permette di aprire la porta a un futuro in cui si è pienamente consapevoli di chi si è veramente.

In conclusione, la storia di chi ha scoperto il proprio vero sé dopo anni di introspezione dimostra che, nonostante le sfide, è sempre possibile trovare la via per una rinnovata comprensione di sé. Questo viaggio di autoscoperta, sebbene nato da esperienze dolorose, può condurre a una vita più ricca di significato, in cui ogni momento è vissuto con autenticità e amore.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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