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Il comportamento passivo aggressivo: come riconoscerlo e canalizzare le emozioni

Molte volte capita di sentire nominare il comportamento passivo aggressivo, che solitamente viene assoggettato alle persone che hanno grandi difficoltà nell’incanalare le proprie emozioni. Spesso queste persone non riescono a esprimere i propri sentimenti in maniera costruttiva e spesso si ritrovano ad esprimere in maniera sbagliata dei concetti che possono sfociare in comportamenti aggressivi.

L’origine del comportamento passivo aggressivo

Il comportamento passivo aggressivo venne identificato da Menninger durante la seconda guerra mondiale, quando partecipando come colonnello notó che alcuni dei soldati assumevano dei comportamenti diversi da quelli che solitamente erano etichettati come rivoluzionari e ribelli, ma che comunque si rivelavano allo stesso modo aggressivi e poco funzionali e che avevano delle ripercussioni sui loro doveri militari.

Questo schema oggi viene definito come patologia, in quanto deriva da un disturbo che può essere generato da problemi lavorativi piuttosto che relazionali, e può essere descritto come un modo deliberato o mascherato di esprimere sentimenti di rabbia.

Gli individui che vengono definiti come affetti dal comportamento passivo aggressivo non riescono a incanalare in maniera corretta le proprie emozioni, poiché questi vanno a ripercuotere su un’immagine sbagliata che sfugge dai canoni con i quali tutti siamo abituati a percepire l’aggressività.

Come agisce un soggetto passivo aggressivo?

Il soggetto affetto da questa patologia tende ad agire anche qualora non vi siano dei reali motivi affinché si debba scatenare una reazione di rabbia e ostilità, poiché fa leva su altri tipi di sentimenti come ad esempio il sarcasmo e l’ironia o l’utilizzo di frecciatine che possono presupporre una sorta di ambiguità che confonde la interlocutore.

Altri elementi facilmente riscontrabili sono la procrastinazione, in quanto si tende a rimandare tutto e a lasciare incompleto un compito, ma anche l’ostilità derivata da un forte senso di orgoglio, ed infine la capacità di fingere dimenticanze poiché non ci si vuole assumere nessun tipo di responsabilità.

Queste persone tendono a colpevolizzare tutte ogni individuo si relazioni con loro cadendo nel vittimismo, e nonostante esse risultino essere molto collaborative, non rispettano l’autorità e sabotano tutto ciò che viene svolto intorno a loro.

Il loro carattere pessimista inoltre, fa sì che tutto abbia una connotazione negativa che fa vivere loro la vita in maniera offuscata, e quindi e si celano dietro ad un carattere forte che però nasconde una dipendenza affettiva e un controllo manipolatorio di tutti gli affetti e le relazioni con i quali si interfacciano ogni giorno.

Come comportarsi con un soggetto affetto da un comportamento passivo aggressivo?

Tutte queste caratteristiche sono riscontrabili in ognuno di noi, poiché spesso è molto facile cadere vittime della rabbia ed attuare delle manifestazioni aggressive che spesso non vanno ad incanalarsi in maniera costruttiva.

Bisogna partire dal presupposto che le persone affette da questo disturbo si trovano in una zona molto incerta che spesso riesce a sottrarre la propria autonomia nel creare relazioni, e quindi vivono in un circolo vizioso che non fa raggiungere gli obiettivi per i quali si deve intraprendere un percorso di cura.

Qualora ci si renda conto di avere un problema nel manifestare, provare emozioni e gestirle, bisogna rivolgersi a dei percorsi psicoterapeutici che possano supportare e aiutare l’individuo, facendogli comprendere tutti i motivi che lo portano a questo malessere generale.

È consigliabile intraprendere un percorso di cura che riesca a innescare un processo di controllo e consapevolezza per quanto riguarda la gestione della rabbia e dei propri limiti.

Il primo passo per poter guarire consiste nel riconoscere di avere un problema, in quanto bisogna essere in grado di affidarsi alle mani di un esperto per poterne uscire fuori.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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