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La volontà di lasciar andare. Esplorare i limiti della resistenza.

Lavorare in ambito clinico con le persone significa avere un grande privilegio. Significa accogliere aspetti del loro viaggio di vita, meravigliandosi ogni volta della natura umana. Significa anche riconoscere che il tumulto e l’angoscia delle persone sono spesso basati su eventi passati che non hanno lasciato andare.

Il fenomeno del “lasciar andare” è qualcosa di affascinante. Basta pensare a tutti i problemi e le disavventure che una persona sperimenta nel corso della sua vita per capire che è in grado di lasciarli andare quasi tutti.

Molte cose, sia belle che brutte, restano intessute nelle nostre vite senza più dimenarsi per attirare l’attenzione. Altre cose però, non restano tranquille e silenziose così facilmente.

Non potere o non volere

Per capire come funziona questo aspetto della vita è fondamentale porre le giuste domande alle persone che si trovano in un momento di difficoltà. Quando qualcuno afferma di non poter lasciare andare X o Y, la vera domanda da fare è: “Vuoi lasciare andare X o Y?”.

Potrebbe sembrare ovvio, anche stupido, e c’è il rischio che l’altra persona si senta non ascoltata o non presa sul serio. Ma la maggior parte delle volte quello che accade è sorprendente.

Quasi senza eccezioni, le persone che si trovano davanti a quella domanda rispondono di no, o “non proprio”, o altre parole in tal senso. Spesso sembrano sorpresi da loro stessi per questo. Di solito, affermano anche di non essere ancora pronti a allentare la presa.

Basta pensare all’esempio di una donna vittima di aggressione che affermava di non riuscire a togliersi dalla testa l’immagine del suo aggressore. La sua risposta, alla domanda sulla volontà di lasciare andare quell’immagine, è stata “Non proprio. Se mi dimenticassi di lui, sarebbe come perdonarlo, e quello che ha fatto è imperdonabile”.

Con questo esempio si capisce che la fonte del problema sta nel fatto che la donna voleva sbarazzarsi di quell’immagine ma allo stesso tempo voleva anche mantenerla.

Esplorare i limiti della resistenza

Quando non c’è più motivo di aggrapparsi a qualcosa, scivola via e non ha più nessun impatto visibile sulle nostre vite. Quando invece si prova difficoltà nel lasciar andare, è utile esplorare i motivi di tale resistenza. C’è sempre un motivo. Potrebbe non sembrare razionale, ma in qualche modo è ancora significativo.

A volte le persone sono anche imbarazzate dal motivo della loro resistenza, ma è solo visitandolo ed esaminandolo che potranno apportare un cambiamento. Lasciar andare è qualcosa che si può fare quando non c’è più alcun bisogno di resistere.

Nella maggior parte degli eventi e degli episodi, lasciamo andare senza nemmeno rendercene conto. A volte, in una situazione specifica possono riaffiorare ricordi e sensazioni spiacevoli del passato a cui non pensavamo da anni. E questo potrebbe persino farci sorridere.

Lasciar andare non è il problema. Siamo già in grado di lasciar andare le cose che non contano. Diventare consapevoli della propria resistenza vuol dire riconoscere che, in qualche modo, quel qualcosa è ancora importante.

Lasciare la mente libera di vagare anche verso i luoghi e i pensieri che non vorremmo, permette di fare scoperte sorprendenti. Quando saremo pronti, quel qualcosa a cui eravamo aggrappati scivolerà via così silenziosamente che non ci accorgeremo neanche immediatamente che non c’è più.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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