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L’ansia negli adolescenti: un nuovo farmaco potrebbe trattarla

I disturbi d’ansia sono una condizione mentale sempre più comune in buona parte del mondo. Disturbi che non solo sono diffusi nei bambini e negli adolescenti, ma – se non curati – in grado di trascinarsi nei pazienti adulti, con ciò che ne consegue in termini di costo personale ed economico.

Ebbene, partendo da tale importanza per il singolo e il sistema nazionale, in un nuovo studio finanziato dal National Institute of Mental Health, pubblicato nel Journal of Clinical Psychiatry, i ricercatori hanno cercato di comprendere se vi potesse essere uno specifico farmaco che potesse essere in grado di trattare tali disturbi in pazienti pediatrici.

La psicoterapia e i farmaci riducono i sintomi per molti bambini e adolescenti con disturbi d’ansia – si legge nella ricerca – e in particolare, gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, hanno mostrato benefici in numerosi studi.

Tali inibitori funzionano aumentando la serotonina nel cervello, ovvero quel “messaggero chimico” che le cellule nervose usano per comunicare tra loro. Questi farmaci bloccano il riassorbimento della serotonina nelle cellule nervose, rendendo così disponibile più serotonina per migliorare la trasmissione dei messaggi tra i neuroni.

Tuttavia – si legge ancora nella ricerca – fino a due bambini su cinque non migliorano completamente con i trattamenti farmacologici esistenti. E sebbene gli inibitori siano in grado di rappresentare la prima linea di farmaci per i giovani ansiosi, è difficile prevedere la risposta del trattamento.

Insomma, il miglioramento varia notevolmente da paziente a paziente, e spesso si traduce in un processo di selezione e dosaggio dei farmaci per tentativi ed errori. Inoltre, i medici dispongono di dati limitati che li aiutano a determinare quali pazienti risponderanno a quali trattamenti, con la conseguenza che spesso tali processi sono piuttosto lunghi.

Ebbene, nello studio, per aiutare a prevedere quali pazienti migliorerebbero di più con un inibitore, chiamato escitalopram, è stato condotto un esperimento su un campione confrontando poi il suo uso con un placebo negli adolescenti con disturbo d’ansia generalizzato.

Il campione era composto da 51 pazienti di età compresa tra i 12 e i 17 anni, scelti a caso per essere trattati con escitalopram o con un placebo per otto settimane. I loro sintomi d’ansia e il miglioramento generale sono stati valutati con attenzione, così come la tollerabilità al farmaco. Sono anche stati effettuati dei prelievi del sangue per valutare come i livelli ematici dei farmaci abbiano influito sui risultati.

Ebbene, a margine dell’osservazione i ricercatori hanno scoperto che effettivamente tale inibitore sarebbe stato in grado di ridurre l’ansia in maniera più efficace del placebo, e che le differenze nel modo in cui gli adolescenti hanno usato il farmaco hanno influito sui livelli ematici, e questi livelli di sangue hanno previsto alcuni effetti collaterali, come irrequietezza, nervosismo e insonnia. Comprendere come variano i livelli ematici potrebbe evidentemente aiutare a determinare il dosaggio corretto per ciascun giovane paziente.

Ulteriormente, i ricercatori hanno anche scoperto che alcuni pazienti miglioravano più rapidamente di altri. In particolare, i pazienti con un metabolismo più lento del farmaco avevano risultati migliori e miglioravano più velocemente rispetto ai pazienti che avevano invece un metabolismo accelerato.

Questo è il primo studio di tale inibitore per i disturbi d’ansia pediatrici, e il primo a valutare l’impatto del metabolismo sui livelli ematici di escitalopram negli adolescenti. È evidentemente necessario un secondo studio più coerente per poter accertare gli effettivi benefici del farmaco.

About Roberto Rais

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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