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come reagisce il cervello di fronte ad una carezza?

Le carezze: ecco come reagisce il cervello quando accarezziamo il partner

A chi non fa piacere ricevere le carezze? Sicuramente nella tua vita ti sarà capitato diverse volte di accarezzare la persona amata e di riceverne altrettanto.
Di solito è un gesto spontaneo, che denota affetto e intimità fra due persone; ma sai che le carezze fanno anche bene?

Vuoi sapere il benessere che proviamo solo nel veder fare una carezza?

Le carezze come antidolorifico naturale

Da una recente ricerca condotta da un’equipe di studiosi della California è emerso che il nostro cervello reagisce in maniera positiva alle carezze del proprio partner.

In che senso? Pare addirittura che le carezze abbiano un effetto “analgesico e antidolorifico” soprattutto se sono lente e sensuali.

Tuttavia la ricerca ha dimostrato che questa reazione del cervello si manifesta solo se le carezze sono fatte dal proprio compagno/a e non da estranei. Questo avviene perché nella coppia si crea una reazione empatica, che con altri non si realizza.
Quindi le carezze sono terapeutiche se vengono scambiate all’interno di una coppia in empatia fra loro.

Carezze terapeutiche, per combattere l’artrite reumatoide

Ma non è tutto. Questa reazione antidolorifica si manifesta anche le se carezze le scambiamo con una persona a noi cara e familiare, ad esempio della mamma, oppure se accarezziamo il nostro cane.

E cosa dire delle carezze all’interno di un matrimonio?

Una notizia che farà storia. I ricercatori della Johns Hopkins School of Medicine, hanno dimostrato che un matrimonio felice dove i partner si scambiano continue carezze, si sopporta meglio il dolore.

La ricerca ha coinvolto 255 coppie che soffrivano di artrite reumatoide e di queste, le coppie con un matrimonio saldo, avevano meno disturbi rispetto alle altre coppie.

Ma tu sai che le carezze provocano un effetto positivo anche solo se guardiamo farle? Ecco, da uno studio condotto dai ricercatori svedesi è emerso che il nostro cervello si attiva come se le carezze le stessimo ricevendo noi, in modalità empatica.
Tuttavia, è sempre meglio riceverle personalmente!

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