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Le nuove ansie dei genitori in un mondo spaventoso

Pandemia, guerre, sparatorie di massa. Il vaiolo delle scimmie. Il giro di stupefacenti. Un genitore di questi tempi ha così tanti motivi per essere preso dal panico e stiamo vivendo una delle crisi di salute mentale più forti di sempre.

A marzo del 2022, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riferito che la pandemia da Covid-19 ha contribuito a un aumento del 25% di ansia e depressione in tutto il mondo.

E un recente studio della Ohio State University riporta che il 66% dei genitori soddisfa i criteri per il burnout, anche per la preoccupazione per la salute mentale dei figli.

Le conseguenze della pandemia

Molti continuano a provare un forte senso di pericolo quotidiano, nonostante l’adattamento alla vita nella pandemia.  In alcune persone c’è proprio un disturbo da stress post-traumatico (PTSD) che richiede l’aiuto di un professionista della salute mentale.

Specialmente per chi ha perso una persona cara o per chi, come gli operatori sanitari, ha vissuto uno stress intenso come mai prima d’ora.

L’importanza di arrivare a fine mese

Il denaro è da sempre un fattore di stress legato all’ansia, e anche una delle aree più difficili da affrontare. Pensare ad una imminente recessione può far riaffiorare le ansie dovute all’insicurezza finanziaria durante la pandemia.

I genitori possono sperimentare una reazione primitiva (di lotta o fuga, con risposta fisica di attacco di panico) se sentono che la loro capacità di provvedere ai bisogni fondamentali, come cibo, vestiti e riparo è in pericolo.

Il rispecchiamento adulto – bambino

I bambini sono molto sensibili alle emozioni dei loro genitori e spesso le riflettono, soprattutto se riguardano il bambino stesso. Alcuni segnali da ricercare sono:

  • Il rifiuto di andare a scuola
  • Frequenti disturbi fisici, soprattutto di stomaco e di testa
  • Un’eccessiva ricerca dei genitori
  • Capricci o panico nei momenti di separazione dai genitori
  • Cambiamenti nel ciclo del sonno o incubi notturni

Cosa fare per stare meglio

Praticare la cura personale. Sentiamo spesso parlare di “self care” in relazione a ciò che funziona e che supporta la nostra salute mentale e fisica generale. Anche una piccola modifica nelle abitudini (come andare a letto e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno) ed evitare gli schermi prima di andare a letto può aiutare.

Affidarsi a un amico o un familiare fidato. Bisogna cercare di aprirsi con una persona fidata e verbalizzare la propria ansia. Prendere un caffè o fare una passeggiata e parlare senza timore del giudizio. Spesso gli altri condividono i nostri sentimenti e questo aiuta a calibrare i nostri livelli di ansia, semplicemente per il fatto di sentirci meno soli.

È importante anche normalizzare il fatto che i genitori, come tutti, a volte hanno bisogno di prendersi una pausa. Magari contattando un altro genitore per chiedere se potrebbe guardare nostro figlio per un giorno, e offrirsi di ricambiare in un’altra occasione.

Trovare conforto nei dati. Se le notizie di guerra, violenza e malattie sono ciò che tiene svegli i genitori la notte, le statistiche a volte possono aiutare. Infatti, è altamente improbabile che qualcosa di grave e fuori dal proprio controllo accada alla propria famiglia.

Chiedere un aiuto professionale. I terapeuti sono professionisti addestrati specificamente per aiutare le persone a muoversi verso stati più calmi e positivi, in cui non avere paura che il proprio figlio prenda l’autobus. Se c’è anche solo il sospetto di poter trarre vantaggio da un aiuto professionale, il momento buono per fissare un primo appuntamento è adesso.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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