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Melatonina: nuovi passi in avanti per capire come “funziona” nel cervello

La melatonina è da tempo usata come integratore alimentare per promuovere un migliore sonno e per poter superare gli effetti del jet lag. Tuttavia, nessuno finora è riuscito a capire realmente come funzionasse nel nostro cervello.

Ebbene, ora i ricercatori di UConn Health hanno dimostrato che non solo la melatonina aiuta l’uomo a riposare meglio ma… i suoi effetti sono anche indotti sui vermi, e proprio questa conoscenza ha permesso di compiere un importante passo in avanti nella migliore conoscenza di questo settore.

In particolare, i ricercatori hanno evidenziato come il nostro corpo sia in grado di produrre melatonina quando c’è buio. Tecnicamente è un ormone, ma si può facilmente acquistare la melatonina come integratore in farmacia e nei supermercati. Essendo molto sicura, è ampiamente utilizzata dagli adulti e dai bambini.

Per quanto attiene il suo funzionamento, è stato reso noto che la melatonina si lega ai recettori presenti nel cervello per produrre i suoi effetti di stimolazione del sonno. In tal senso, si può pensare a un recettore come se fosse un buco nella serratura, e alla melatonina come la chiave. I due buchi della “serratura per la melatonina” sono MT1 e MT2 nelle cellule cerebrali umane, e fin qui gli studi si fermavano. Gli scienziati, infatti, non sapevano cosa accadesse quando il buco della serratura veniva sbloccato dalla melatonina.

Ora, i neuroscienziati della UConn Health School of Medicine Zhao-Wen Wang e Bojun Chen e i loro colleghi hanno identificato questo processo attraverso il loro lavoro con i vermi di C. elegans, come riportato su PNAS lo scorso 21 settembre. Hanno così compreso che quando la melatonina si inserisce nel recettore MT1 del cervello del verme, apre un canale noto come canale BK.

Una delle funzioni principali del canale BK nei neuroni è quella di limitare il rilascio di neurotrasmettitori, che sono sostanze chimiche utilizzate dai neuroni per comunicare tra loro. Nella loro ricerca di fattori legati al canale BK, i ricercatori hanno scoperto che un recettore della melatonina è necessario per il canale BK per poter limitare il rilascio di neurotrasmettitori. Successivamente, hanno anche scoperto che la melatonina favorisce il sonno nei vermi attivando il canale BK attraverso il recettore della melatonina. I vermi che non hanno la secrezione di melatonina, il recettore della melatonina o il canale BK, passano meno tempo nel sonno.

Fin qui, le prime e interessanti riflessioni condotte dagli studiosi. Che, peraltro, pongono l’accento su una notizia che forse potrebbe sorprendere molti dei nostri lettori: i vermi, esattamente come gli uomini, dormono. Non solo: il loro sonno è straordinariamente simile a quello dei mammiferi come gli esseri umani e i topi.

Dunque, il prossimo passo è proprio quello di comprendere se il meccanismo di cui sopra, sperimentato nei vermi, è lo stesso anche nei topi. Imparando di più sulle relazioni tra il canale BK, il sonno e i cambiamenti comportamentali, i ricercatori sperano sia di capire meglio la melatonina sia di aiutare le persone che soffrono di altre malattie legate al canale BK.

About Roberto Rais

Mi chiamo Roberto Rais, Giornalista pubblicista, da diversi anni  specializzato in tematiche legate alla psicologia, alla motivazione e al wellness psico-fisico. Collaboro con alcuni magazine online di settore, prestando la mia consulenza editoriale anche ad agenzie di stampa e siti web"

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