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Come rivelare la morte di un genitore ai bambini? Ecco alcuni consigli.

Spesso si sente parlare di traumi infantili come conseguenze di molestie, abusi o altri tipi di violenze, tuttavia è meno frequente che non si prendano in considerazione traumi come la morte di un genitore. Quest’ultima è una delle esperienze maggiormente dolorose nella vita di un essere umano, a maggior ragione se trattasi di un bambino.

I più piccoli provano sulla loro pelle quel senso d’insicurezza così forte da rendere complessa la distinzione tra dolore fisico e dolore psicologico. Non tutti i lutti generano un trauma per due principali motivi: in primis poiché ciascun bambino si trova in una fase differente dello stadio di sviluppo, ha capacità cognitive ed emotive proprie; inoltre, non va trascurata la conoscenza che il minore aveva oppure no del genitore defunto, la presenza o meno al momento del decesso, etc.

La comunicazione al piccolo, generalmente da parte di un adulto di riferimento, è un momento dolorosissimo e molto difficile, almeno quanto la morte stessa. Le scorse generazioni credevano che il bambino, soprattutto se piccolo, non si accorgesse dell’improvvisa assenza del genitore.

Il rischio, quindi, nel non comunicare la notizia è di aggiungere, oltre al naturale senso di smarrimento e tristezza del bambino, anche la possibile spiegazione errata che il piccolo si darà quando sentirà di averne bisogno.

Come comunicare la notizia della morte?

La prima cosa da fare è comunicare il lutto con la presenza dell’altro genitore oppure dell’adulto di riferimento. I due messaggi che devono essere trasmessi al bambino sono:
Il genitore non sarà mai più con il bambino: tale messaggio va spiegato in base all’età e allo sviluppo del bambino affinché egli comprenda che la morte non equivale alla normale separazione;
Il genitore non desiderava morire: spesso i bambini credono che qualsiasi cosa faccia il genitore sia una loro scelta, pertanto è importante spiegare al bambino che il genitore morto non intendeva abbandonarlo.

Nel caso l’adulto non si sente pronto, può avvalersi dell’aiuto di uno specialista: psicologo o psicoterapeuta.

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