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3 domande da farsi prima di diventare genitore

Persino le persone più stabili a livello economico ed emotivo possono avere dei ripensamenti quando riflettono sulla genitorialità. Capita spesso di porsi domande tipo:

  • “E se non fossi adatto?”
  • “E se finissi per passare ai figli tutti i miei difetti?”
  • “Lo voglio davvero o è solo una pressione della società?”

Essere nervosi per una decisione così importante è naturale. Significa avere interesse per se stessi e per il futuro di eventuali figli. Potrebbe non arrivare mai il momento in cui ci si sente “pronti”, ma ci sono alcune cose con cui fare i conti prima di portare al mondo una nuova vita.

Di seguito tre domande importanti da porsi per affrontare l’ansia che arriva al pensiero di diventare un genitore.

1.    Quanto mi conosco?

Avere figli può provocare grande disagio ai neogenitori anche per mesi dopo il parto. Tale stress, forte e insolito, può mettere a rischio la salute mentale del nucleo familiare.

È importante essere consapevoli dei propri punti di forza e di debolezza a livello fisico, emotivo e mentale prima di decidere di diventare genitore. Non si tratta di essere perfetti ma di conoscersi meglio.

Ecco alcune domande da usare in una conversazione con il partner o con persone fidate per scoprire la nostra potenziale personalità genitoriale:

  • Sono una persona diffidente per natura?
  • Ho un chiaro senso dell’identità al di fuori della relazione e della genitorialità?
  • Come elaboro le situazioni scomode?
  • Che rapporto ho con la sveglia presto la mattina?
  • Ho l’abitudine a spendere per cose inutili?
  • Quali sono le parti più mature e immature della mia personalità?

Pur non dovendo trovare risposte a tutte queste domande, gettare le basi di questa consapevolezza può agevolare il passaggio alla genitorialità.

2.    Sono pronto a una vita disordinata?

Alcuni tratti della nostra personalità potrebbero essere utili nel lavoro ma essere un disastro nella genitorialità. Secondo diversi studi, il perfezionismo è uno di questi tratti.

È impossibile aspettarsi la perfezione, sia da se stessi che dai propri figli. La realtà dimostra che i perfezionisti possono essere tra le persone più infelici in assoluto, soggette a depressione, ansia e altri problemi psicologici.

La buona notizia è che si può sempre allentare la presa del perfezionismo. Questo allentamento può effettivamente aiutare a vivere un’esistenza più appagante e gioiosa. Ecco alcuni passi da fare:

  • Imparare che il valore non sta in quello che si fa ma in quello che si è.
  • Imparare che gli errori e i fallimenti possono essere molto preziosi nella vita.
  • Imparare ad apprezzare lo sforzo e non il risultato.
  • Concentrarsi sul duro lavoro e sulla disciplina piuttosto che sulla ricerca della perfezione.

3.    Considero il mondo un brutto posto?

Il mondo non è certo rose e fiori. Prima o poi bisogna affrontare la realtà e preparare i propri figli al “mondo reale”.

Ma seminare una “credenza negativa primordiale nel mondo”, raccontando ai figli che è un luogo oscuro e ingiusto, può ritorcersi contro in modo pericoloso. Una ricerca dimostra che chi vede il mondo in questo modo è più suscettibile all’idea del suicido.

È normale che queste credenze passino da una generazione all’altra, ma qualcuno può interrompere il ciclo. Comprendere le radici delle nostre convinzioni negative sul mondo richiede riflessioni profonde e forse una terapia con un professionista. Ne vale la pena, per proteggere noi stessi e i nostri figli.

Essere genitori è un’esperienza difficile, ma immensamente gratificante e piena di significato. Essere un genitore onesto e premuroso è molto più importante che essere un genitore “perfetto”.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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