Le persone autodistruttive sono quelle persone che hanno l’impulso a distruggere da soli le cose che hanno dal punto di vista emotivo. E’ un meccanismo che dipende da una delle emozioni di base, l’ira.
Quando l’ira non è rivolta verso l’esterno, verso le altre persone, ma verso l’interno, ecco che si ha un comportamento autodistruttivo, pericoloso per la persona stessa e per quelle che la circondano. Per capire meglio i tratti psicologici di queste persone ecco cinque comportamenti caratterizzanti.
1. I pensieri negativi continui
Rivolti sia verso sé stessi, che verso gli altri, i pensieri negativi continui sono uno dei problemi più frequenti nelle persone che si autodistruggono.
Tra questi il pensare di non farcela, che non è solamente mancanza di fiducia: è una convinzione così forte di non riuscire nel loro intento che loro stessi, inconsapevolmente, aiutano a sabotare ciò che stavano facendo!
2. L’invidia
Le persone che si autodistruggono non vedono di buon occhio chi ce la fa, a differenza loro. Anzi, poiché non riescono a superarle in ciò che vorrebbero, cercano di abbassarle al loro livello.
E’ qui che giunge l’atteggiamento di invidia verso gli altri, che è l’unico modo che hanno per cercare (anche se solo nella loro mente) di superarli.
3. Le lamentele
Le lamentele nelle persone che si autodistruggono sono pressoché continue, da un lato come espressione dell’invidia, dall’altro come comportamento negativo autoinflitto.
Le lamentele, però, non si placano quando il problema (eventuale) viene risolto, ma semplicemente si rivolgono verso qualcos’altro, perché in un’ottica di autolesionismo la persona non può mai essere in una situazione positiva, per un’inconsapevole scelta.
4. Evitamento delle relazioni sociali
E’ chiaro che una persona con tendenza ai pensieri negativi non sia al centro dell’attenzione e non ami stare con gli altri, ma qui le cose sono più gravi.
Se si trovano al centro di una relazione, inconsciamente faranno di tutto per porre fine alla stessa, arrivando così a sabotarla e rimanendo sempre più soli.
5. L’autolesionismo
E’ una delle manifestazioni più rare, e meno comuni, del comportamento autodistruttivo, ma è il sintomo che identifica un passaggio dal piano psicologico al piano fisico.
Procurarsi ferite da soli è pericoloso, ma è perfettamente in linea con la psicologia di una persona che non è capace di sentirsi felice.