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Attribuzione della colpa: 3 credenze da smentire per creare un dialogo

Quando abbiamo un litigio, una discussione con qualcuno, una delle prime cose che facciamo è attribuire la colpa di quello che è successo a qualcuno (che di solito sono gli altri).

Lo facciamo un po’ tutti, e spesso la discussione non si basa più sul cercare di risolvere il problema di fondo, ma sull’attribuire la colpa, in una specie di braccio di ferro che, la maggior parte delle volte, né risolve il problema, né aiuta la relazione con le altre persone.

Ma perché cercare di attribuire la colpa delle cose non serve a nulla? Cerchiamo di capire, e di smentire, le tre credenze che stanno alla base di questo comportamento.

1. Se qualcosa va male bisogna dare la colpa a qualcuno

Perché quando qualcosa va male qualcuno deve avere colpa?

Certo, a volte l’andare male è dovuto a qualcuno, ma in certi casi non è colpa di nessuno, non c’è un responsabile diretto di quello che è successo; in altri casi la colpa è nostra, anche se non vogliamo ammetterlo e cerchiamo di rivalerci sugli altri.

Trovare il colpevole ad ogni costo non solo non serve, ma sposta l’attenzione dal problema fondamentale.
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