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La speranza ci salverà dall’ansia e dai problemi del Covid-19?

“La speranza è l’ultima a morire”. Ecco come esordisce un noto proverbio secondo il quale nulla è perduto fino a quando dentro di noi vive la speranza che qualcosa di bello possa accadere.

Il tema della speranza è un tema molto frequente nella vita di tutti i giorni, poiché con essa si tende ad assumere un’opinione in grado di cambiare la vita ed indirizzarla verso avvenimenti positivi.

Recentemente, in seguito alla pandemia scatenata dal Covid19, molti professionisti si sono occupati di avviare delle ricerche scientifiche al fine di capire in che modo la psicologia umana possa trarre beneficio da alcuni insegnamenti che risultano essere rilevanti soprattutto per la cura di determinati disturbi.

I disturbi causati dall’avvento del COVID-19

Molti disturbi psicologici e comportamentali sono sorti in seguito la diffusione del Coronavirus. Tra i più noti troviamo ansia, stress, problemi del sonno, instabilità mentale, paura di essere contagiati, depressione, stress post-traumatico, disturbi sociali dovuti all’isolamento, violenze domestiche e divisione sociale.

Molte problematiche sono emerse anche per quanto riguarda l’ambito delle relazioni del lavoro e della morte, creando molti disagi a cui spesso non si trova una soluzione imminente.

In questo modo spesso ci si ritrova a pensare a come sarebbero le cose se fosse possibile viverle in maniera diversa, e si arriva a sperare che tutto possa andare per il meglio e che possa assumere delle sfaccettature diverse.

Il ruolo della speranza può salvarci la vita?

È proprio a questo punto che entra in gioco la speranza, ovvero un augurio automatico che la nostra vita e la nostra mente ci portano a fare e che tende a nascere spontaneamente in seguito a dei periodi di forte crisi. La parola speranza è usata molto spesso durante i dialoghi quotidiani poiché ha come fine quello di tendere verso un miglioramento partendo da un momento di frustrazione e angoscia, e che ci orienta verso la possibilità di vivere un cambiamento positivo. Ma la speranza è davvero in grado di cambiarci la vita in meglio?

Gli studi sui benefici derivati dalla speranza

Recentemente sono stati svolti alcuni studi associati alla capacità che il singolo individuo ha di trovare una soluzione ad un evento traumatico o di origine negativa.

Come riferimento è stato preso l’esempio di Korner e Mcgee che hanno studiato la condizione degli ebrei all’interno dei campi di concentramento e quali comportamenti hanno assunto. Dal loro punto di vista, un comportamento proiettato verso la speranza ha avuto come fine quello di rafforzare la propria posizione di stress e malessere psicologico in vista di un miglioramento futuro.

Contrariamente molti hanno giudicato questo obiettivo come irraggiungibile e sono caduti in uno stato di depressione che ha avuto come triste epilogo solamente la morte ed il desiderio che essa avvenisse il più rapidamente possibile.

Johnson ha condotto uno studio su persone malate di tumore, che hanno esposto diverse versioni in quanto alcune speravano di poter vivere un futuro migliore nonostante la presenza della malattia, mentre altre hanno cercato dei metodi con cui risolvere i problemi e raggiungere i propri obiettivi. Alcuni individui inoltre, hanno deciso di fissare degli obiettivi a medio termine qualora essi fossero stati liberati dal dolore, oppure hanno dichiarato di voler instaurare delle relazioni interpersonali al di là di coloro dai quali ricevevano assistenza.

Tutti gli altri argomenti invece, giravano intorno ai contatti fisici e alla possibilità di lasciare in eredità dei oggetti di valore ai propri cari, riconoscendo dei mezzi per migliorare la vita altrui. Un altro studio invece, ha evidenziato come la speranza sia stata lesa dall’abbandono o dall’isolamento dei familiari, che possono portare alla svalutazione della personalità, poiché ci si sente costretti a rinunciare alle proprie caratteristiche personali.

Come migliorare la propria vita basandola sulla speranza di un futuro migliore

Esiste un metodo psicologico che permette di fare una grande analisi su se stessi, e che prevede la formulazione di alcune domande volte a fare un’ introspezione che possa evidenziare l’importanza delle relazioni che si hanno con se stessi e con gli altri.

Queste riflessioni posso comportare una presa di coscienza che può essere accompagnata dalla speranza per via delle aspettative che noi abbiamo su noi stessi e che abbiamo sugli altri, e per la fiducia o la sfiducia che vengono a mancare con il tempo.

In seguito alla pandemia e al lockdown, molti di noi hanno potuto scoprire l’importanza delle relazioni poiché spesso, per via dei ritmi frenetici ai quali siamo abituati, non possiamo dedicare il giusto tempo per assaporare le cose che ci fanno stare bene e che ci regalano la consapevolezza che ci faccia apprezzare il rapporto instaurato con le persone che ci circondano.

Tutto ciò può essere controllato attraverso la piena coscienza di se stessi gestendo le emozioni che viviamo e condividiamo.

Il benessere sociale

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo stato di salute non esiste solo in assenza di malattia ed infermità, ma soprattutto quando l’individuo gode di uno stato completo di benessere fisico sociale e mentale.

Possiamo quindi dire che tanti elementi concorrono a comporre lo stato di salute dell’individuo e molti di questi sono venuti a mancare durante la pandemia, in quanto ognuno di noi è stato limitato nella sua libertà.

A tal proposito sperare può aiutare il proprio ego a ritrovare la positività nei confronti della vita e del domani, e quindi attraverso dei processi psicoterapeutici si può garantire un percorso di cura volto a riacquistare la fiducia prima verso se stessi e poi verso gli altri.

About Silvia Faenza

Ciao sono Silvia Faenza, mi sono Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali all'Università del Salento, nel 2014. Dal 2015 mi occupo della gestione dei contenuti per aziende e agenzie editoriali online, principalmente in qualità di ghostwriter, copywriter e web editor.

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