Gli psicologi e gli psicoterapeuti sono inquadrati, dal punto di vista legale, tra gli operatori del settore sanitario, esattamente come i medici. Però non danno medicine, non fanno visite, né analisi: essenzialmente, si limitano a parlare.

Così ci sono casi in cui le persone vanno dallo psicologo e risolvono i loro problemi con soddisfazione, mentre altri casi in cui questa cosa non succede. Qualunque psicologo dirà che “La psicoterapia non è per tutti”, perché in alcune situazioni ci sono fattori che la rendono inefficace. Cerchiamo di capire quali sono.

1. Lo scarso impegno del paziente

Può sembrare banale, ma se quando si va da un medico lui ci prescrive degli antibiotici e noi non li prendiamo, non è il medico ad essere incapace (ovviamente), ma siamo noi che sbagliamo.

Questo succede anche con lo psicologo: se, infatti, lui ci dice di fare delle cose e noi non le facciamo (esercizi, passeggiate, pensieri, meditazioni) sarà come non andarci. Stiamo facendo una terapia, e come tale va eseguita.

2. L’opposizione terapeutica

Spieghiamolo con un esempio semplice: una persona fuma, e sa benissimo che fa male, ma non gli importa proprio nulla.

Una persona del genere è inutile che vada da qualunque medico, che gli dirà di smettere di fumare, tanto non lo farà: con lo psicologo è lo stesso. Il caso è diverso dal precedente perché qui il paziente si oppone a quello che il terapeuta dice, ed è chiaro che così le cose non possono funzionare.

Spesso queste persone hanno frequentato tantissimi psicologi senza però aver ottenuto alcun risultato.

3. Problemi con il terapeuta

Uno dei casi più semplici è che il terapeuta è troppo lontano da casa, e si tende a vedere l’andare da lui come un sacrificio.

Rientrano in questo gruppo la distanza, l’età del terapeuta, la simpatia che si ha verso di lui, anche il sesso (se una donna ha problemi con gli uomini dovrebbe preferire uno psicoterapeuta donna) e tanti altri fattori. Di solito è il terapeuta a rendersi conto che non è il caso di continuare, ma se abbiamo problemi dobbiamo farlo presente.

4. Problemi con il supporto

Una delle basi della psicoterapia è che questa deve essere supportata da altre persone, principalmente dai familiari e da chi ci sta intorno.

Se stiamo con il terapeuta un’ora a settimana e remiamo in una direzione, poi sei giorni remiamo in quella opposta, è difficile ottenere dei progressi, se la famiglia ci dice che ciò che fa il terapeuta è inutile, o ci fa fare tutt’altro.

In questi casi, è opportuno farsi domande su chi ci sta intorno, e valutare la nostra situazione: abbiamo bisogno di uno psicologo o di un ambiente diverso in cui vivere?

5. Disturbi non psicologici

Di solito i terapeuti se ne accorgono, ma ci sono problemi che non si possono risolvere con l’aiuto di uno psicologo. Può servire uno psichiatra, che è un medico e può prescrivere dei farmaci, oppure può servire un medico diverso.

Se il problema non è psicologico (per esempio, un problema al cervello di natura medica) ci vuole un chirurgo, o dei farmaci, non uno psicologo. In questi casi sarebbe come cercare di curare una frattura con l’aiuto del cardiologo.