Il fenomeno dei cutting, ovvero del tagliarsi per gli adolescenti, è diventato sempre più frequente in questi ultimi anni.

Si tratta di un modo, per un adolescente che soffre e, anzi, ha un’enorme sofferenza emotiva, di trasferire il dolore sul piano fisico, sentire dolore fisico per non sentire quello, molto più dilaniante, interno.

Scoprire il cutting spesso non è semplice ma vi abbiamo parlato dei particolari a cui fare attenzione per scoprire se un figlio, o un conoscente, abbia questo tipo di comportamento; oggi invece cercheremo di capire come aiutare questa persona, partendo da un presupposto: non è per niente facile.

1. La fiducia

La fiducia è la cosa fondamentale per poter entrare nella sfera emotiva di una persona e spingerla a esternare le sue emozioni.

Perché se, come abbiamo detto, il responsabile del cutting ha un disagio interno, bisogna capire qual è questo disagio, prima di iniziare a risolverlo. E non è detto di poter riuscire da soli (genitori) a conquistare la sua fiducia: ci può essere bisogno di uno psicologo, oppure di un medico o anche di un amico adolescente con cui parlare.

2. Non colpevolizzare

Un genitore, ma anche un amico, tendono a colpevolizzare il responsabile con frasi del tipo “Ma cosa fai? Sei matto?” e cose del genere, oppure a creare eccessivo allarmismo.

Nessuno di questi due comportamenti è corretto, quando si ha a che fare con una cosa del genere: bisogna essere pronti, invece, ad ascoltare e chiedere perché, dopo aver conquistato la fiducia.

3. Perché lo fai?

Posto che la conquista della fiducia è sempre al primo posto, è importante parlare, e parlare tanto, con la persona in questione per capire che cosa lo spinge a farlo.

Perché, se lo fa, si parte dal presupposto che qualcosa non va, c’è un disagio, e bisogna scoprire cos’è. E può anche essere una cosa banale, che a noi nemmeno sembra un problema ma che per lui lo è tantissimo!

4. Zitto e ascolta!

Questa esclamazione non è rivolta a chi si taglia, ma a chi cerca di aiutarlo, specialmente i genitori.

Dobbiamo vedere il ragazzo come se fosse un nostro amico, e dobbiamo stare zitti ed ascoltare quello che dice. Incoraggiarlo a parlare va bene, stare a contatto con lui va bene, magari in ambiente intimo (nella sua camera), ma se inizia a parlare non va interrotto, o spezzeremo quel flebile filo che si è venuto a creare.

5. Pensare a qualcosa di piacevole

Per vincere la tristezza si può pensare a qualcosa di piacevole, per cui nei momenti più difficili per lui, invece di parlare delle cose negative (scuola, lavoro, nullafacenza…) proviamo a parlare delle cose positive, che gli piacciono.

Coinvolgere e, anzi, prendere parte alle attività che a lui piacciono aiuta a sollevare il morale, colmando il divario interno che si è venuto a creare. Questo è il primo passo per interrompere un comportamento che, se non trattato, può solamente peggiorare.