In questo articolo torniamo a parlare degli attacchi di panico, a cui avevamo già dedicato un articolo in cui avevamo parlato di cosa fare quando se ne presenta uno.

Il problema è che, a volte, la persona che ha un attacco di panico non riesce a reagire da sola, e si richiede quindi l’aiuto di una persona esterna che, di solito, non è assolutamente preparata ad affrontarlo.

In questo articolo spiegheremo cinque azioni fondamentali da fare quando una persona vicina a noi è colpita da un attacco di panico.

1. Spingere a respirare

Chi è colpito da un attacco di panico non riesce a ragionare in modo lucido, ma inizia a compiere una serie di azioni automatiche, come la respirazione molto veloce.

Per riprendere il controllo volontario del corpo si può iniziare proprio dalla respirazione, spingendo chi è colpito dall’attacco a respirare il più profondamente possibile, almeno per 5-10 minuti.

2. Fare domande

La coscienza della situazione è importantissima per superare e per far “tornare la mente al presente”.

Per questo è importante fare domande concrete, del tipo che ora è, dove ti trovi e chi c’è intorno a te, cosa stavi facendo, dove stavi andando.

Questo serve per riportare la mente alla posizione reale in cui ci si trova, evitando la “dimensione” emotiva della paura.

3. Contare insieme

Anche contare insieme può essere utile, perché nonostante contare (uno, due, tre, quattro) sia un’operazione semplice è un’operazione che richiede la mente razionale.

E’ inutile stimolare ragionamenti complessi, perché chi è colpito non riuscirebbe, ma una cosa così semplice è auspicabile.

4. Camminare

Se la persona è caduta o si è seduta, è importante cercare di farla alzare e farla camminare per un po’, per scaricare l’adrenalina.

Anche se l’istinto sarebbe quello di far sdraiare la persona, questo potrebbe contribuire a mantenere l’attacco, quindi è opportuno camminare: le energie, paradossalmente, ci sono, perché nel panico il corpo è prontissimo a reagire.

5. Far parlare di che cosa si prova

Il panico è un tipo di paura, ed è pericoloso tenere dentro di sé le paure.

E’ anzi importante stimolare la persona a parlare, parlare di ciò che prova e di ciò che sente in quel momento, che può essere utile anche per descrivere ad uno psicoterapeuta il problema in modo dettagliato, successivamente.