Ci sono persone che passano tutta la loro giornata a lamentarsi. Si lamentano della propria vita, della propria famiglia, dei parenti ma anche del governo, della situazione in cui si trovano, delle altre persone con cui nemmeno hanno a che fare.

Un comportamento quasi indispensabile per chi lo ha, ma davvero fastidioso per chi sta accanto (a meno che non si lamenti continuamente anche lui). Le lamentele di per sé non hanno (quasi mai) uno scopo, se si parla e non si agisce per rimuovere la situazione che da fastidio, ma hanno delle conseguenze su di noi: conosciamole meglio.

1. Perché ci si lamenta?

La lamentela è, né più né meno, un atto di aggressività, un modo per rilasciare all’esterno l’energia repressa che abbiamo dentro di noi.

Chi si lamenta si sente sollevato, al pari di picchiare un pugno nel muro (che non serve a nulla ma libera l’energia interna accumulata), e per questo continua a farlo, nonostante non si renda conto che chi sta accanto a lui possa essere ferito.

2. Incapacità di dimenticare

Quando ci si lamenta, specialmente se ci si lamenta da lungo tempo, è perché non riusciamo a dimenticare un torto subito, o comunque la cosa di cui ci si lamenta, anche se non possiamo fare nulla.

I pensieri negativi andrebbero allontanati, magari cercando di fare qualcosa o semplicemente occupandosi d’altro, liberandosi del pensiero che rimane nella mente; farlo non è così difficile, ma non è un caso che il lamentoso spesso non faccia nulla per tutto il giorno, nemmeno lavorare: è anche per questo che i pensieri non se ne vanno.

3. Mancanza di empatia

Chi si lamenta non è capace, di solito, di capire l’altrui dolore, perché vive in un costante dolore (più in una costante rabbia) lui stesso.

Sentire quindi altre persone che si lamentano, magari di cose peggiori (come le malattie) non aiuta quella persona; i due lamentosi insieme si appoggiano a vicenda perché qualcuno li ascolta, ma non si capiscono a vicenda: nessuno dei due cerca di aiutare l’altro.

4. Le conseguenze del lamentarsi

Lamentarsi continuamente ha delle conseguenze non da poco.

Infatti, l’area del cervello che la elabora è la stessa che si occupa dell’elaborazione e ricerca di soluzione dei pensieri, il che significa che quando ci lamentiamo non usiamo quella zona del cervello.

La mente, in pratica, si “abitua a lamentarsi” e così diminuisce la capacità di risolverli concretamente, i problemi, sempre di più tanto che più ci si lamenta.

5. Come si può smettere di lamentarsi?

Anche se può sembrare strano, smettere di lamentarsi non è difficile: bisogna agire, sfogare l’energia che abbiamo dentro in un modo diverso da quello della parola.

Se ci lamentiamo del governo, a cui sappiamo non poter fare nulla, lasciamo perdere e cerchiamo di risolvere le piccole cose di cui ci lamentiamo: se il problema è il troppo freddo, alziamoci e accendiamo i termosifoni, per riscaldarci. Se il problema è un capo invadente, iniziamo a pensare di cambiare lavoro. Se il problema è la moglie, o il marito, affrontiamola/o.

L’unico modo per smettere di lamentarsi è questo, rivolgere altrove l’energia: proviamoci e scopriremo che le lamentele, pian piano, passeranno.